Dati contrastanti quelli che riguardano la forza economica degli Stati Uniti. Secondo il Dipartimento al Commercio americano il Pil è cresciuto solo del 3% mentre la Us Nowcast, un indicatore sviluppato da Aberdeen Asset Management, la crescita è stata del 4,1% su base annua.

Questa divergenza si spiega perché lo Us Nowcast si basa su dati economici aggiornati in tempo reale mentre le cifre trimestrali ufficiali del Pil vengono pubblicate con significativo scarto di tempo e sono influenzati da fattori climatici che subentrano nelle varie stagioni e da altri fattori che sono difficili da prevedere.

Il passaggio degli uragani Irma e Harvey ha avuto un prevedibile effetto sull’attività economica. Lo testimonia anche il dato sul numero di occupati nel settore non agricolo, in calo di 33mila unità a settembre.

“Ma lo “US Nowcast” segnala che l’effetto negativo è stato superato. Un rialzo dei tassi di interesse a dicembre è quindi qualcosa di molto atteso ed una ripresa così prolungata dovrebbe sostenere l’ipotesi di altri rialzi nel corso del prossimo anno”, calcola Diggle.

Il mercato dà ormai per certo un aumento del costo del denaro a dicembre: i contratti future sui Fed Fund attribuiscono a questa ipotesi una probabilità del 98.5%.

Ma la sensazione di molti è che gli investitori non siano preparati a tre ulteriori ritocchi nel 2018. Soprattutto se si pensa che, di pari passo, la Fed ha avviato l’opera di smaltimento del suo bilancio ‘monstre‘ e l’anno prossimo metterà a segno un drenaggio di liquidità da 330 miliardi di dollari, stima Pictet AM.