Che Halloween non sia amata da molti italiani è risaputo; è una festa “esportata” dagli Usa e fino a 15 anni fa nel nostro paese non veniva neanche considerata. Ma si sa che ogni piccola cosa è utile per fare business. Quindi da una parte abbiamo Halloween e dall’altra Ognissanti, da una parte il portafoglio e dall’altra il cuore. Quale scegliere?

Ci hanno pensato a rispondere la Camera di Commercio e la Confcommercio di Milano: “La notte delle streghe” è una vera e propria manna economica per 50.000 imprese lombarde tra bar, ristoranti, locali e negozi di giocattoli.

In quel solo giorno di maschere orripilanti, dolcetti e scherzetti il business vale circa 3 milioni di euro per cartolerie, locali, negozi di giocattoli e pasticcerie della Lombardia. Questi numeri non ammettono titubanze: Halloween è una festa molto più commerciale della «nostra» Ognissanti.

Una delle poche che cerca di contrastare la notte delle streghe è la Curia di Milano la quale, dal 2015, organizza la “Notte dei Santi” e chiama a raccolta gli adolescenti per riscoprire valori e tradizioni della festa cristiana.

Prima ci siamo soffermati sulle attività che con Halloween guadagnano e non poco. Ma da dove arrivano maschere, dolcetti e travestimenti?

Halloween non alimenta solo l’attività di bar, pasticcerie e negozi. Vale tanto anche in termini importazioni ed esportazioni. La metà circa proviene dalla Cina la quale, con i suoi 14 milioni di euro in sei mesi, rappresenta il 58,6% delle importazioni italiane nel settore e cresce in un anno del 16,4%. Seguono Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito per oltre un milione di euro.