“L’espansione economica è ora stabile e ampia in tutta la zona euro e nei vari settori. Il Prodotto interno lordo si è rivelato migliore del previsto nella prima metà dell’anno, segnando un +2.3% su base annua”. Questo quanto ha dichiarato Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, al Parlamento Ue.

Draghi ha poi aggiunto che “l’economia della zona euro ha tratto beneficio da 17 trimestri consecutivi di crescita, e le ultime informazioni ci dicono che uno slancio di questo genere proseguirà anche nel prossimo periodo”.

Insomma, la situazione economica sta sicuramente migliorando un po’ in tutta l’Eurozona. Al tempo stesso, però, Draghi ha anche precisato che la ripresa non si sta rivelando benefica per quel che riguarda l’inflazione.

O meglio, la situazione è migliorata ma non ancora del tutto se si parla di prezzi: il rischio di deflazione è “fondamentalmente sparito”, ma l’inflazione sottostante è migliorata “solo moderatamente” nel corso degli ultimi mesi. L’inflazione ha infatti toccato un buon +1.5% nel mese di agosto, ma questa dinamica è già attesa in calo per i prossimi mesi, a riprova di come il trend non sia ancora riuscito a stabilizzarsi.

“Siamo più fiduciosi – ha comunque rassicurato Draghi -, perché crediamo che l’inflazione toccherà il livello obiettivo. E sappiamo anche che serve ancora un livello elevato di accomodamento monetario”. Che detto in altri termini significa che il Quantitative Easing non verrà ammorbidito. Almeno per ora.