Con il via libera al Documento di economia e finanza, il Consiglio dei Ministri ha rivisto al rialzo la crescita per il 2017 e per il 2018, portandola in tutti e due i casi all’1.5% (rispetto all’1.1% e all’1% stimati precedentemente).

Inoltre il Cdm prevede che il pareggio di bilancio verrà raggiunto nel 2020, anche grazie a un percorso di riduzione del disavanzo che sta proseguendo pur con i margini di flessibilità più volte concessi dall’Europa. Tutto ciò permetterà al governo di portare in Parlamento una manovra tutt’altro che depressiva.

“Il quadro è positivo, abbiamo numeri di crescita più alti e più stabili che sono merito delle riforme attuate durante il governo Renzi e proseguite dal nostro”, ha affermato il premier Paolo Gentiloni. Questi numeri positivi, ha poi aggiunto, “ci permetteranno di portare in Parlamento una Legge di Bilancio non depressiva, che non sia insomma un freno al trend positivo dell’economia”.

Tornando sul percorso di riforme avviato nel 2014, Gentiloni ha detto che “la strategia del sentiero stretto ha permesso al Paese, negli ultimi anni, di far ripartire la crescita occupandosi al tempo stesso del consolidamento dei conti pubblici. Ciò ha permesso, in particolare, di avviare la riduzione del debito pubblico in rapporto al Prodotto interno lordo”.

A proposito di chi voleva risposte su un possibile stop all’aumento dell’età pensionabile, il premier ha alzato le mani: “Se ne può parlare, sicuramente, ma non si può fare un’operazione generalizzata”.