I ricorsi che negli ultimi tempi sono stati presentati all’Arbitro bancario finanziario (Abf) interno alla Banca d’Italia, con lo scopo di risolvere questioni inerenti il rapporto tra clienti e banche, aumentano sempre di più. Si tratta di un fenomeno che anno dopo anno non fa che ripetersi e aggravarsi, tanto è vero che tra il 2015 e il 2016, la quota di coloro che hanno deciso di imboccare questa via, è cresciuta del 60%.

Questo trend è dovuto per buona parte al boom di ricorsi che riguardano l’estinzione anticipata di prestiti sottoscritti con la formula della cessione del quinto. Bankitalia, infatti, già tempo fa aveva fatto notare alcuni elementi critici nelle modalità di erogazione di questa tipologia di finanziamento che, da sola, rappresenta il 16% del mercato italiano del credito al consumo.

Le controversie principali che nascono tra clienti e banca riguardano più che altro la scarsa trasparenza delle condizioni contrattuali e i comportamenti, spesso approssimativi, tenuti dagli operatori del settore. In pratica, chi sottoscrive un prestito mediante cessione del quinto lamenta di condizioni poco chiare e di cifre da pagare che si rivelano superiori rispetto a quelle preventivate.

Oltre ai ricorsi sporti all’Abf su questa particolare tipologia di finanziamento, i dati ci dicono che sono in diminuzione, invece, i ricorsi riguardanti carte di credito e di debito, mentre quelli inerenti i conti correnti rimangono invariati. Leggero aumento, infine, per i ricorsi relativi ai mutui. Al di là di tutto è comunque molto indicativo che, dei 13.770 ricorsi presentati nel 2016, nel 75% dei casi ad aver avuto ragione sono stati proprio i clienti (che hanno ottenuto così, nel complesso, oltre 13 milioni di euro di risarcimenti!).