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Categories: Attualità

Un antico mistero egizio sta per essere risolto? Ecco cosa sta succedendo

Gli studiosi occidentali potrebbero essere vicini alla risoluzione di un antico e importante mistero egizio. Vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo. 

L’antico Egitto, con i suoi misteri e la sua bellissima arte iconografica, affascina praticamente da sempre gli studiosi occidentali. D’altronde parliamo di una delle civiltà più imponenti della storia, i cui riti e usanze affascinano ancora milioni di persone in tutto il mondo. Non tutti lo sanno, ma nel 2009, è stata fatta una scoperta che potrebbe avere un ruolo decisivo nel risolvere una dei grandi misteri di questa popolazione. 

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Stiamo parlando delle teste a forma di cono, oggetti che però non sono mai stati trovato da nessun archeologo.

Si tratta infatti di oggetti che fino ad adesso abbiamo visto sempre raffigurati nell’arte egizia, al punto che diversi studiosi nei decenni si erano convinti che fossero semplicemente delle “rappresentazioni simboliche” di un particolare rito religiosa. Un po’, per fare un esempio, nello stesso modo in cui siamo abituati ad interpretare l’aureola tipica degli angeli nella cultura e nell’iconografia cristiana. 

Vicini a risolvere un mistero dell’antico Egitto? Cosa hanno scoperto gli archeologi

Fino a qualche settimana fa, quando un gruppo di archeologi ha fatto una scoperta incredibile. Nella città di Amarna, antica città egizia famosa per gli imponenti templi eretti dall’imperatore Akhenaton, che secondo alcuni storici potrebbe essere il padre di Tutankhamon, costruita nel quattordicesimo secolo avanti Cristo.

Nel cimitero di questa città, gli archeologi hanno per la prima volta trovato le famose teste di cono, scoprendo così che non si trattava di una mera invenzione simbolico-religiosa. Una scoperta che potrebbe cambiare la storia dell’egittologia in alcuni aspetti, anche se al momento la priorità degli scienziati resta quella di capire quale fosse il loro utilizzo. 

Sappiamo pochissimo sulle abitudini del ceto povero dell’Antico Egitto

Come ha spiegato una delle ricercatrici a capo del team internazionale: “Nei primi anni dell’egittologia si lavorava in modo frettoloso, un po’ a caso”. Adesso invece nell’ultimo decennio c’è una maggiore attenzione sul tema, che ha permesso anche di indagare al meglio le antiche città egizie, fino ad arrivare a questa scoperta. 

La speranza è che le più precise tecniche archeologiche odierne possano proteggere e identificare i coni in futuri scavi; tuttavia, la loro eventuale presenza in tombe esplorate anni fa potrebbe essere stata sottovalutata”. Il fatto poi che questi due coni siano stati ritrovati in un cimitero in cui riposavano le persone proveniente dal ceto più basso della popolazione, da molto da riflettere. Sappiamo infatti tanto dell’élite egizie e le caste sacerdotali, ma davvero poco invece sulla popolazione più umile, sui suoi riti e costumi. 

Published by
Marco Infanti