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Economia e Finanza

Pensione anticipata e Opzione Donna, ecco quando l’assegno diventa più basso

La pensione anticipata e Opzione Donna comportano sempre e comunque un importo più basso sull’assegno? Vediamo cosa dice la legge. 

Da quando è stata introdotta la riforma Fornero, le lavoratrici donna sono state forse la categoria più penalizzata dai nuovi requisiti di accesso all’età pensionabile. Da un lato infatti, molte lavoratrici hanno visto allungarsi in modo retroattivo, il requisito anagrafico da raggiungere per ottenere la pensione di vecchiaia. Dall’altro si sono viste riservare la possibilità di poter accedere in modo anticipato, ma solo accettando una riduzione sull’importo totale dell’assegno

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Una situazione che nei primi anni, ha provocato un vero e proprio terremoto politico, basti solo pensare al dramma degli esodati. La pensione anticipata introdotta dalla Fornero, è nata proprio allo scopo di cercare di rendere più morbido l’ingresso nel nuovo sistema previdenziale che la Ministra aveva promosso. La riforma della Fornero sulle pensioni anticipate ha poi subito delle ulteriori modifiche nel 2017. Attualmente infatti, per accedervi, c’è bisogno di avere maturato un minimo di 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini, e 41 anni e dieci mesi per le donne. ù

Pensione anticipata, cosa cambia per chi è nato dopo il 1 Gennaio 1996

Una delle caratteristiche principali della pensione anticipata, rispetto anche agli anticipi pensionistici che sono stati varati successivamente, è quella di tenere in considerazione il solo requisito contributivo. Questo però, vale soltanto per coloro che sono nati in una data antecedente al 1 Gennaio del 1996. Tutti i contribuenti che invece sono nati dopo quella data, possono accedere alla pensione anticipata raggiungendo il requisito minimo anagrafico di 63 anni e 7 mesi di età. A patto però che abbiamo versato almeno venti di contributi nelle casse previdenziali INPS. La stessa riforma Fornero sulla pensione anticipata, si proponeva proprio di scoraggiare l’accesso a questo strumento, per chi aveva meno di 62 anni di età. 

Per questo è stato introdotto un meccanismo che va a penalizzare l’importo dell’assegno se si sceglie questa opzione. L’assegno per la pensione di vecchiaia, diminuisce infatti dell’1 per cento, per i primi due anni prima dei 62 anni di età. La percentuale sale e resta fissata al 2 per cento per gli anni di anticipo ulteriori che si richiedono. Questa penalizzazione va comunque a colpire in modo particolare tutti i lavoratori che ancora beneficiano del sistema retributivo, mentre non vi sono decurtazione sull’assegno, per chi ha invece maturato i requisiti con il solo sistema contributivo. 

Perchè nel 2017 si è scelto di modificare la pensione anticipata della Fornero

Le modifiche arrivate nel 2017 alla riforma Fornero, avevano anche lo scopo di evitare che i lavoratori precoci venissero fortemente penalizzati. Questo disincentivo con le nuove disposizioni di modifica, è stato escluso per tutti i contribuenti che maturano i requisiti di anzianità contributiva entro il 31 Dicembre 2017. Mentre si applica però a tutti coloro che li raggiungono in una data successiva a questa. Per quanto invece riguarda la pensione da vitalizio, questo modifica resta invece permanente, nel momento in cui si decide di raggiungerla anticipatamente. Questo significa che l’importo dell’assegno resterà sempre uguale, anche nel momento in cui si raggiungono i 62 anni di età, e si entra dunque a pieno diritto nell’età pensionabile. 

Pensione anticipata, anche con Opzione Donna l’assegno sarà più basso?

Ma la penalizzazione sull’assegno può avvenire anche nel caso si stia utilizzando Opzione Donna? Una domanda che molti contribuenti iniziano a farsi, alla luce delle modifiche introdotte dal governo alla misura. Il governo guidato da Giorgia Meloni non è ancora intervenuto in modo forte sul tema previdenziale come aveva promesso in campagna elettorale. L’esecutivo ha deciso di prendersi ancora qualche mese di tempo prima di mettere in campo una vera riforma organica del sistema previdenziale. Nella legge di bilancio di fine anno, si è dunque deciso di non apportare modifiche sostanziali, prorogando le misure che erano ritenute indispensabili. 

Tra queste c’è stato anche il rinnovo Opzione Donna. Anche se questo anticipo pensionistico, con i cambiamenti introdotti, è stato limitato in modo molto importante. Opzione Donna infatti riservata soltanto a pochissime categorie di lavoratrici. Lavoratrici caregiver, con un’invalidità pari o superiore al 74 per cento, o che sono appena state licenziate dalla loro azienda.

Anche aderire a Opzione Donna nel 2023 comporta una penalizzazione economica sull’assegno? La risposta è sì, si può arrivare a perdere fino al 20-30 per cento dell’importo complessivo dell’assegno. 

Published by
Marco Infanti