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Categories: Attualità

Conoscete la tecnica della marmotta? I soldi li portano via cosi

Le cronache di ogni giorno riescono a metterci al corrente di fatti e non solo che mai e poi mai, forse avremmo immaginato.

Le cronache, giusto, proprio loro, quelle che in un modo o nell’altro ci danno la cifra di ciò che succede nel nostro paese. Il racconto del quotidiano tra luci e ombre. Negli ultimi giorni una vicenda ha destato oltre che rabbia, chiaramente, profonda curiosità considerati poi gli approfondimenti successivi emersi. Il tema è quello dei furti e di specifiche tecniche utilizzati da malintenzionati per arrivare al fine ultimo. Elementi davvero molto particolari.

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Negli ultimi giorni, cosi come anticipato, in merito a uno specifico fatto di cronaca accaduto a Rimini, si è aperta una intensa discussione rispetto ad alcune tecniche utilizzate, per l’appunto, da malintenzionati, nell’assalto di sportelli bancomat. In Emilia Romagna, cosi come riportato dal quotidiano “Il Resto del Carlino”, un gruppo di quattro persone sarebbe riuscita a far esplodere uno sportello bancomat della Banca Popolare dell’Emila Romagna, per poi fuggire via con il bottino.

I quattro, sarebbero fuggiti a bordo di una station wagon. Al momento, la Polizia di Stato starebbe indagando, attraverso anche le immagini reperite dal circuito di videosorveglianza della banca, per provare a risalire ai colpevoli dell’assalto. Nei giorni anche precedenti a questo specifico fatto di cronaca, numerosi sono stati i riferimenti, in quanto a tentativi di spiegazioni circa le tecniche utilizzate per arrivare, per l’appunto, all’esplosione di uno sportello bancomat.

Nello specifico, è emerso anche il nome specifico della tecnica utilizzata per arrivare al fine desiderato, in questo caso. Si tratterebbe della “tecnica della marmotta”. L’Arma dei carabinieri in un recente comunicato pubblicato attraverso il proprio portale web istituzionale ha riportato che il nome nascerebbe dal paragone tra il fischio che precede l’esplosione degli ordigni utilizzati per far saltare in aria i bancomat ed il verso per l’appunto della marmotta, ritenuti molto simili.

Entrando nello specifico si esamina la tipologia di esplosione e come questa, di fatto, viene innescata. Un contenitore a forma di cono, capace di contenere fino a mezzo chilo di polvere da sparo. All’estremità opposta una miccia, azionata dopo aver inserito lo stesso “oggetto” in una fessura precedentemente prodotta all’interno dello stesso sportello. Quello che tocca ai malintenzionati, in quel momento, è mettersi al riparo per poi raccogliere il bottino che di fatto viene fuori dalla stessa macchina.

Conoscete la tecnica della marmotta? Cosi si mette in atto la specifica operazione

In merito alla tecnica utilizzata e ai colpi che sarebbero stati conclusi da parte di singoli criminali o di specifici gruppi sono iniziate a fioccare numerose notizie dalle cronache quotidiane. In un certo senso è stato completamente riprodotto lo schema d’azione. Un trapano, generalmente utilizzato per aprire una piccola breccia in un punto definito dello sportello bancomat, grande da contenere il cono descritto in precedenza, con l’esplosivo.

Il problema maggiormente rilevante, in merito alla consapevolezza circa l’esistenza di questa tecnica è quello di essere altrettanto consapevole di quanto questa “innovazione” abbia portato a mettere a segno azioni su azioni. Il tutto, a danno di banche in ogni parte d’Italia. La tecnica funziona, forse addirittura troppo. Bande di criminali, o singoli malintenzionati hanno di fatto riprodotto quello specifico schema praticamente ovunque, lungo la penisola.

Una pratica consolidata, ormai, un modo di agire definito e assolutamente efficace. Negli anni, la stessa “tecnica della marmotta” sarebbe stata utilizzata in Trentino Alto-Adige (in una frazione di Trento, invano però, non essendo riusciti, i ladri a portare alla fine a casa, il sospirato bottino). Inoltre, poi, in Toscana (a Peccioli, in provincia di Pisa). Soltanto per quel che riguarda l’anno 2022, simili episodi hanno riguardato anche altre località italiane: Abruzzo (nella zona di Chieti) in Campania (Avellino e Comuni limitrofi) e in Piemonte (nel Cuneese).

Le cronache quotidiane, insomma si diceva. Cosa possono dirci, proprio queste specifiche notizie circa quello che realmente accade nel nostro difficilissimo paese. Tecniche utilizzate da malintenzionati senza scrupoli per far saltare in aria sportelli bancomat. Il nome di tali tecniche, la messa in pratica delle stesse. Tempi duri, insomma. L’innovazione va a riguardare anche settori che mai avremmo immaginato di citare a tal proposito. Furti in aumento e tecniche più che mai elaborate e sempre più di frequente messe in atto. Il “gioco” insomma, funziona fin troppo bene.

Published by
Paolo Marsico