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Domande frequenti

Chirurgia estetica mutuabile: quali sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale?

In alcuni casi la chirurgia estetica è mutuabile. Ciò vuol dire che l’intervento è a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Molti interventi di chirurgia estetica sono mutuabili. Ciò vuol dire che il Servizio Sanitario Nazionale offre sostegno ai cittadini che soffrono di diverse malattie e hanno bisogno di sottoporsi ad uno specifico intervento chirurgico.

Conto corrente

In molti casi, l’intervento non è curativo, ma è di tipo estetico. Il SSN si fa carico anche di questa tipologia di interventi medici che hanno lo scopo di ridare fiducia e autostima ai pazienti che affrontano determinati percorsi di terapia.

Generalmente, gli interventi di chirurgia estetica eseguiti per mero vezzo, prevedono esborsi economici piuttosto elevati. Ma quando l’intervento ha lo scopo di ripristinare esteticamente e funzionalmente una parte del corpo del paziente, allora il Servizio Sanitario Nazionale si fa carico delle spese.

Chirurgia estetica mutuabile: ecco quando è possibile

In presenza di alcune patologie, piuttosto gravi, i pazienti vengono sottoposti ad interventi chirurgici che, in alcuni casi, possono compromettere l’aspetto estetico. Questa situazione, può avere serie ripercussioni psicologiche sul paziente, sia dal punto di vista dell’autostima che dell’integrazione sociale.

Per questo motivo, un Servizio sanitario nazionale si fa carico delle spese relative agli interventi di chirurgia estetica mutuabile, di carattere sanitario.

È questo il caso di una pazienza sottoposta a mastectomia (rimozione totale o parziale della mammella). In tali circostanze, la paziente ha la possibilità di sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica che prevede l’applicazione di una protesi mammaria. Per altri interventi di chirurgia plastica è possibile ottenere la detrazione fiscale del 19%, inserendo le spese nella dichiarazione dei redditi. Ma, anche in questo caso, è necessario che l’intervento medico sia di carattere sanitario e non meramente estetico.

Oltre agli interventi di chirurgia estetica legati al miglioramento di un aspetto fisico deturpato a causa di una patologia grave, il servizio sanitario si fa carico anche delle prestazioni di chirurgia volte ad intervenire su elementi estetici quando il paziente è vittima di un incidente o è affetto da una malformazione congenita.

Mentre le spese chirurgiche estetiche non sono detraibili se sono sostenute solo per bellezza. Ovvero per una scelta personale del paziente che intende correggere un’imperfezione, senza che ve ne sia necessità dal punto di vista medico.

La fattura di un intervento detraibile

Per poter detrarre il 19% dell’IRPEF delle spese sostenute per un intervento di chirurgia estetica è necessario che sia presentata la fattura o certificata la spesa sostenuta dal contribuente.

Ciò vuol dire che sulla ricevuta deve essere indicato il codice fiscale del soggetto che ha sostenuto la spesa e indicato che l’intervento è stato eseguito per ragioni sanitarie.

Published by
Floriana Vitiello