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Categories: Fisco e tasse

Cartelle esattoriali, stralcio anche con le casse private ma c’è chi dice no

Lo stralcio delle cartelle da 1.000 euro sarà valido anche per le casse private. A meno che queste non abbiano deciso diversamente. E qualcuno lo ha fatto.

Inizialmente, si riteneva una misura ben più estesa di quanto in realtà non sia stata. Il Saldo e stralcio delle cartelle esattoriali inferiori a 1.000 euro, infatti, avrebbe dovuto allargare il suo beneficio anche a pendenze nei confronti di enti previdenziali privati.

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Non solo debiti legati a multe stradali e tributi locali vari, quindi, ma un effetto decisamente più importante, anche se con qualche dettaglio in grado di fare la differenza. Almeno così si credeva. La più recente versione dell’opzione di stralcio ha escluso dal conteggio tutte quelle somme dovute alle casse previdenziali private in quanto, in questo caso, la sanatoria sarà opzionale. Questo significa che ogni cassa fra quelle interessate avrà la facoltà di decidere se aderire o meno all’iniziativa.

Un po’ come avviene per i Comuni che, sulla base di quanto disposto in Legge di Bilancio, avranno la possibilità di decidere se applicare o meno i principi di saldo e stralcio sulle cartelle esattoriali dovute all’amministrazione territoriale. In caso di adesione, però, resta comune la soglia del 31 marzo 2023 come termine ultimo per la cancellazione delle somme da parte dell’agente della Riscossione, senza necessità di inviare domanda per richiedere il condono.

Per quel che riguarda i soggetti in credito diversi dalle amministrazioni statali o da enti pubblici previdenziali, potranno riservarsi la facoltà del cosiddetto “non stralcio”. Ossia, avranno la possibilità di non aderire all’opzione, comunicando la propria decisione con apposita delibera da rilasciare entro il 31 gennaio 2023. Nello specifico, secondo quanto previsto dalla normativa vigente in merito, saranno tenuti a pubblicare l’atto sul proprio sito web, comunicandolo quindi all’agente della riscossione con le modalità stabilite. In tal senso, potrebbe ridursi il margine di adesione da parte dei soggetti, così come il numero complessivo dei potenziali beneficiari della misura. Limitazione che va a unirsi alle tipologie di carico già di per sé escluse dai provvedimenti di stralcio, inclusi i più recenti.

Stralcio 1.000 euro, le casse private che non hanno aderito

Il quadro del nuovo provvedimento di stralcio esclude le stesse categorie lasciate fuori dalle precedenti forme di tregua fiscale. Nessuna possibilità, dunque, per i carichi relativi al recupero degli aiuti di Stato ritenuti non legittimi dall’Unione europea, né a crediti derivanti da condanne pronunciate dalla Corte dei Conti. Stesso discorso per multe, ammende e sanzioni varie affibbiate sulla base di provvedimenti disciplinari.

Non figureranno nello stralcio, inoltre, tutti quei debiti figuranti nel quadro delle risorse proprie tradizionali dell’Ue, oltre che sull’imposta sul valore aggiunto dall’importazione. Per coloro che rientreranno nel piano di quietanza, le cartelle saranno pagabili sia in un un’unica soluzione sia tramite rateizzazione. È però opportuno ricordare che l’eventuale ripartizione del pagamento (fino a un massimo di 18 rate) imporrà costanza nel saldo delle mensilità, pena il decadimento del meccanismo agevolativo. In caso di saldo in un’unica soluzione, invece, la scadenza è fissata al 31 luglio 2023.

Riepilogando, in sostanza, le somme oggetto dello stralcio per il 2023 (in forma piena), dovranno rispettare alcuni requisiti basilari. Innanzitutto la notifica non dovrà risultare al di fuori del periodo che va dal 2000 al 2015. Inoltre, l’ambito del  pagamento dovrà necessariamente essere configurato in una delle seguenti categorie:

  • debiti verso amministrazioni statali, agenzie fiscali (tasse), enti pubblici previdenziali (contributi). In questo caso, se il debito fosse al di sotto dei 1.000 euro all’1 gennaio 2023, lo stesso sarebbe annullato;
  • multe stradali e altre sanzioni amministrative, con depennamento degli interessi in caso di debito al di sotto dei 1.000 euro;
  • Debiti verso enti diversi da amministrazione statali, agenzie fiscali ed enti previdenziali pubblici (ad esempio, enti territoriali o previdenziali privati);

Chi ha detto “no”

Quest’ultimo caso, però, dovrà necessariamente tenere conto della decisione degli enti stessi di aderire o meno alla procedura di stralcio. Qualora così non fosse, entro il 31 gennaio dovrà essere stato emesso il provvedimento di non adesione. Le somme, stando così le cose, andrebbero versate per intero  e senza sconti. Con la possibilità, dove previsto, di applicare le condizioni per la Rottamazione Quater. Al 26 gennaio, pochissime casse previdenziali avevano ufficializzato la propria mancata adesione. Tra queste l’Enpam (medici e odontoiatri), che ha deliberato in tal senso il 26 gennaio. Il “no” è arrivato inoltre da Cnn (Notai), Cassa forense, CDC, CNPR, Enpaf, Enpab, Cassa Geometri e Inpgi, cassa previdenziale riservata ai giornalisti.

Published by
Damiano Mattana