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Bonus e indennità

Reddito di Cittadinanza, stretta contro i furbetti: chi dovrà restituire il denaro

Il nuovo governo ha intenzione di intensificare la lotta contro i furbetti del Reddito di Cittadinanza: ecco chi rischia di doverlo restituire

Finora secondo i dati ufficiali le frodi avvenute attraverso il mezzo di sostegno ammontano a circa 288 milioni di euro. Per questo sono al vaglio diverse ipotesi

Foto © AdobeStock

Il governo Meloni è pronto alla “battaglia” contro il Reddito di Cittadinanza. In attesa di capire se il nuovo esecutivo riuscirà ad abolirlo nel corso del suo mandato, sicuramente al momento cercherà di evitare ulteriori raggiri.

In passato sono stati diversi gli episodi in questo senso con le casse dello Stato che hanno perso circa 228 milioni di euro . Per questo il piano è piuttosto preciso e già ben delineato con sconti non ammessi per nessuno.

Reddito di Cittadinanza: chi deve restituire il denaro dopo aver perso il beneficio

L’intenzione è quella di togliere il sussidio a coloro che possono lavorare. Una strategia che può essere attuata in due modi differenti. Il primo quello di modificare la legge mantenendo il diritto solamente ai soggetti fragili e a quelle persone che non sono nella condizione di poter lavorare. Chi è già dentro però lo percepirà fino alla scadenza naturale di 18 mesi.

L’alternativa è potenziare il sistema di tracciamento delle offerte di lavoro congrue così da togliere subito il Reddito di Cittadinanza a coloro che si rifiutano per due volte di andare a lavorare, o già al primo rifiuto per chi lo percepisce da più di 12 mesi.

Esiste anche una terza ipotesi, che consiste nell’incrementare i controlli così da poterlo togliere a tutti coloro che non sono in regola con la normativa. Su tutti coloro che mentre si avvalgono del sussidio prestano lavoro a nero. La Guardia di Finanza è già a lavoro da diverso tempo in tal senso, ma sono ancora molti i “furbetti” che se la cavano in questo modo.

In quest’ultimo caso potrebbe farsi largo l’ipotesi della restituzione del denaro, così come per coloro che hanno omesso di comunicare allInps delle informazioni reddituali che avrebbero compromesso l’erogazione del beneficio.

Chi l’ha ottenuto tramite dichiarazioni o documenti falsi rischia anche dai 2 ai 6 anni di reclusione. Ad ogni modo ad indicare tutti i frangenti che comportano sia la revoca che la restituzione del RDC è il testo del decreto 4/2019 nello specifico all’articolo 7.

Published by
Antonio Pilato