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Rivolta contro il caro bollette, la voce si alza unanime: “Io non pago”

È iniziata la rivolta contro il caro bollette per dire “no” ai pagamenti esagerati di luce e gas. La voce si alza unanime da Londra ma gli effetti potrebbero arrivare anche in Italia. 

75 mila cittadini urlano “E io non pago” per ribellarsi ai costi onerosi dell’energia elettrica e del gas. L’obiettivo è raggiungere quota un milione in tempi brevi per lanciare un segnale più forte.

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A Londra è nato il movimento “Don’t pay UK” come reazione all’inerzia del governo inglese. Il giorno previsto per “l’attacco” è il 1° ottobre. Poco meno di due mesi per organizzarsi e raggiungere un numero di proseliti adeguato per lanciare un forte segnale di rivolta. La pazienza si è esaurita da tempo e ora è arrivato il momento di ribellarsi al caro energia e, più in generale, all’inflazione. Parliamo, infatti, di una nazione che ha toccato il tasso del 13% (in Italia siamo all’8,9% e i contribuenti sono già allo sbaraglio) e che ne ha le tasche piene dell’inerzia del Governo. I cittadini vorrebbero svuotare queste tasche per fare spazio ai propri soldi recuperando il potere d’acquisto. Ad oggi sono 75 mila le persone che sono entrate a far parte del movimento ma la stima è di raggiungere il milione in tempi brevi.

Rivolta contro il caro bollette, è l’ora dell’ultimatum

I rivoltosi hanno chiarito la propria posizione davanti a Sua Maestà. Se a fine settembre la situazione non sarà migliorata scatterà lo sciopero delle bollette. Non si pagheranno più né la fattura del gas né quella della luce. I disobbedienti civili di Don’t pay hanno lanciato un sasso sperando che da qui a due mesi diventi una grandinata significativa contro il caro bollette e l’inflazione. Sui social l’invio alla ribellione dilaga e il richiamo è destinato specialmente a quei 6,3 milioni di inglesi che rischiano di superare la soglia di povertà nel 2023 a causa dei costi delle utenze domestiche.

Nel frattempo la Bank of England cerca di arginare l’inflazione aumentando i tassi non tenendo conto dei segnali di recessione. Le previsioni stimano un aumento a famiglia di 300 sterline al mese a partire dai mesi autunnali solo per i consumi della lavatrice, del frigorifero e dell’illuminazione. In Italia la situazione cambia poco, le nere previsioni di aumenti stellari da ottobre riguardano anche noi.

Le conseguenze per il regno

Se i cittadini non dovessero pagare le bollette significherebbe dare il via ad una rivolta fiscale su larga scala. Il Governo trema davanti a questa prospettiva ricordando un evento simile accaduto negli anni ’90. Ben 17 milioni di contribuenti decisero di non pagare la Poll Tax introdotta da Margaret Thatcher. Seguirono rivolte, tumulti nelle piazze tra manifestanti e polizia e fu la fine per il governo conservatore. Se il passato insegna, questo è il momento di apprendere per non rischiare nuove agitazioni. Ad oggi non è possibile sapere quanti cittadini aderiranno al movimento e quanti, invece, accetteranno gli aumenti per paura di ripercussioni economiche maggiori.

Published by
Valentina Trogu