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Attualità

Gli italiani chiedono il lavoro ma poi lo rifiutano: la situazione preoccupa

Una situazione paradossale quella del nostro paese che vive un momento davvero complesso e a tratti incomprensibile.

In questo preciso momento storico la situazione lavoro nel nostro paese sfiora in alcuni casi il limite. Il paradosso di evince principalmente da una condizione dominante, miglia e migliaia di italiani e forse anche di più cercano lavoro ma quando lo trovano poi lo rifiutano. Il limite è tutto qui, il paradosso si concretizza nell’esatto momento in cui la cosa entra nel suo vivo.

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Uno dei settori maggiormente colpiti da questa bizzarra dinamica è quello della ristorazione. Ogni giorno possiamo leggere praticamente ovunque di quanto questo settore viva una profonda crisi per mancanza di forza lavoro. Parliamo di un settore in cui generalmente un cameriere di sala qualificato, che abbia cioè conseguito un diploma alberghiero può guadagnare circa 1500 euro lordi al mese. Un cameriere ai piani invece arriva a guadagnare 1200 euro.

Il Contratto Nazionale di Lavoro, per il settore specifico dice invece che un cameriere senza qualifica può guadagnare tra gli 800 ed i 900 euro come minimo fino ad un massimo di 2.250 euro.

Gli italiani chiedono il lavoro ma poi lo rifiutano: ecco perchè si rifiutano le offerte ricevute

In questo periodo dell’anno considerata l’apertura della stagione estiva la figura dell’anno maggiormente ricercata è sicuramente quella del cameriere. Proprio quella che oggi è praticamente introvabile. Secondo molti la colpa sarebbe da attribuire alla possibilità per i cittadini senza lavoro di poter attingere alla misura del Reddito di cittadinanza. Gli stipendi bassi offerti dai datori di lavoro spingerebbero quindi gli italiani a preferire il non lavoro all’occupazione.

Marina Lalli, Presidente Federturismo Confindustria ha dichiarato di recente al “Sole 24 Ore” quanto segue: “Mancano quasi 4 figure su 10 ed è bloccata la formazione dei giovani che preferiscono gli ammortizzatori sociali che rallentano il ritorno al lavoro”. Secondo l’Osservatorio Inps la misura è stata percepita nel Febbraio 2022 da ben 1,1 milioni di famiglie nella quota media di 609 euro. Il dato secondo molti non spiega come sia possibile che molti di fronte a certe cifre continuino a rifiutare un lavoro vero e proprio.

La mancanza di lavoratori nel turismo è un problema serio per le imprese del settore e per il Paese. Servono risposte efficaci”, questa la posizione di  Vittorio Messina, presidente nazionale di Assoturismo Confesercenti, che aggiunge: “Dopo due anni di pandemia, sarebbe una beffa clamorosa mancare una stagione estiva che si prevede in forte ripresa per assenza di lavoratori”.

La voglia di lavorare in realtà ci sarebbe, quello che manca secondo i più, dati alla mano sarebbero le giuste condizioni. La sicurezza lavorativa e soprattutto stipendi che siano adeguati alla media europea. Il report FragilItalia prodotto da  Area Studi Legacoop e Ipsos evidenzia proprio la volontà soprattutto nei giovani di non piegarsi a condizioni lavorative vicine allo sfruttamento vero e proprio.

Il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia ha inoltre dichiarato: “È necessario trovare dei meccanismi per fare fronte all’emergenza attuale. Il sistema Confesercenti si è attivato per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nel turismo, ma è urgente un intervento – a basso tasso di burocrazia – da parte del Governo“.

“È assurdo – continua il ministro –  che il 75% degli allievi che escono dalle scuole alberghiere non lavorino nel turismo, o che per la grande hotellerie ci siano in Italia solo poche piccole realtà. È un paradosso che con la disoccupazione al 10% manchino 300 mila persone. Serve aprire un tavolo per migliorare l’incrocio tra domanda e offerta”. La situazione insomma in alcune situazione appare abbastanza chiara. Il lavoro insomma c’è, sono le condizioni che mancano. Urge una riforma, un intervento deciso da parte del Governo. I cittadini intanto attendono la giusta offerta.

Published by
Paolo Marsico