Annunci fasulli, offerte di tirocinio con richiesta di esperienza (ma stipendio da stage): solo alcune delle deformazioni dell’offerta di lavoro.

Lavoro sottopagato
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Il mondo del lavoro è cambiato ormai da tempo, e non esattamente in meglio. E non serviva di certo una pandemia per rendere chiaro un quadro desolante, che offre purtroppo più incognite che speranze, specie per i giovani. Un paradosso supportato da condizioni manifestatesi già prima dell’avvento del Covid, fatta di annunci online spesso non veritieri o comunque non rispondenti ai requisiti minimi per essere considerati latori di vere e proprie possibilità di lavoro. Senza considerare un altro paradosso: quello comune a molte società, o presunte tali, che ricercano tirocinanti ma con anni di esperienza annessi.

Non sono casi isolati. E, naturalmente, se anche si è in possesso di esperienza ma si accettano tirocini, bisognerà mettersi l’anima in pace anche sulla paga. La quale, chiaro, sarà commisurata a quella prevista per un periodo di stage. Solo un esempio di quello che, facendo un semplice giro sugli annunci del web, è il mercato del lavoro veicolato dalle possibilità di assunzione offerte sui vari portali online. Non ci sono solo trappole e deformazioni, ovvio, ma per un lavoratore medio che ricorre a questo strumento, il mondo del lavoro sottopagato è ben più prossimo di quello regolarmente retribuito.

Lavoro sottopagato, i settori più esposti

La diceria che vorrebbe i giovani italiani poco propensi a cercare lavoro ha trovato più volte confutazione. Semmai, la necessità risulterebbe quella di fissare a norma di legge un minimo di salario garantito. O, quantomeno, limitare le possibilità di un’azienda di giostrare sulla redazione dei contratti. Una recente inchiesta de IlFattoQuotidiano.it ha messo in luce un aspetto sostanziale della questione, da leggere in un’ottica di deformazione del mercato del lavoro. Numerose aziende, infatti, proponevano contratti per tirocinanti ricercando, al contempo, lavoratori con esperienza. Un controsenso negato da alcune delle società contattate, le quali avrebbero paventato errori di pubblicazione.

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Stage e tirocini vari sono più esposti di per sé. Ma nei vari settori non va meglio. Ad esempio nella ristorazione, così come nella cura delle persona, vengono proposti lavori a 400 euro per otto ore lavorative circa, 500 in casi migliori. Con annunci del tipo: “Siete pregati di contattarmi solo se avete voglia di lavorare”. Un quadro che, inevitabilmente, riapre il dibattito sul salario minimo. E, nondimeno, sulla regolarizzazione di un mercato, quello del lavoro, che teoricamente dovrebbe essere la base di ricostruzione del Paese. Così come avrebbe dovuto esserlo anche in tempi di relativa stabilità. In Italia, nonostante la massiccia presenza di contratti collettivi nazionali, molti lavoratori sono esposti a condizioni di sfruttamento illegittime, fra stipendi bassi e orari abnormi. Più che una riflessione, servirebbe un’azione decisa.