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Economia e Finanza

Isee, occhio ai controlli: si rischia fino a sei anni di reclusione

Documento indispensabile per accedere a un gran numero di prestazioni, occhio ai controlli sull’Isee: c‘è chi rischia fino a sei anni di reclusione.

ISEE (Fonte foto: web)

L’Isee, acronimo di Indicatore della situazione economica equivalente, si rivela essere un documento indispensabile per coloro che desiderano accedere a numerosi benefici, sia sociali che finanziari, come ad esempio il bonus bebè oppure tariffe agevolate per le bollette di luce e gas. Può essere calcolato in qualsiasi momento dell’anno, ma risulta valido solo fino al 31 dicembre dell’anno in cui viene effettuata la relativa richiesta.

A tal fine è possibile presentare apposita domanda online sul sito dell’Inps, oppure rivolgendosi al CAF o comunque a un professionista. Documento in grado di raccogliere varie informazioni inerenti il nucleo familiare, può essere oggetto di controlli. Proprio quest’ultimi possono portare in alcuni casi a dover fare i conti con delle conseguenze inaspettate, con molti che rischiano fino a sei anni di reclusione. Ecco il motivo.

Isee, occhio ai controlli: tutto quello che c’è da sapere

Per avere l’Isee bisogna prima di tutto compilare la DSU, ovvero la Dichiarazione Sostitutiva Unica. Si tratta, in pratica, di un certificato in grado di raccogliere ogni informazione relativa al nucleo familiare che sia utile per il calcolo dell’Isee. Grazie a quest’ultimo, ricordiamo, è possibile beneficiare di varie agevolazioni, come ad esempio la riduzione delle tasse universitarie o bonus di vario genere.

Per usufruire di molte di queste agevolazioni, infatti, l’Isee serve a dimostrare di avere una situazione reddituale al di sotto di una certa soglia. Proprio per rientrare in questi parametri un contribuente potrebbe decidere di dichiarare il falso. Da qui la decisione di effettuare controlli al campione, in modo tale da scoprire i possibili furbetti. Tale comportamento, d’altronde, come è facile intuire, non corretto, e si rivela essere un vero e proprio reato, ovvero di falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale.

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Chi viene scoperto a dichiarare il falso nel proprio modello Isee, quindi, rischia di dover fare i conti con delle gravi conseguenze. Innanzitutto la perdita del beneficio, con il soggetto interessato che deve, eventualmente, restituire quanto già ricevuto senza averne diritto.
Ma non solo, nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza dimostrino che la dichiarazione del falso è stata volontaria, viene considerato un vero e proprio reato di falso. Il soggetto interessato, quindi, rischia in questo caso una reclusione fino a sei anni.

Published by
Veronica Caliandro