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Fisco e tasse

Agenzia delle Entrate, le procedure da seguire quando il rimborso non torna

Minore o maggiore che sia, il rimborso a seguito delle dichiarazioni reddituali non sempre corrisponde al dovuto. Le istruzioni per regolare il tutto.

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Il rimborso dell’Agenzia delle Entrate è una pratica che non sempre va nella direzione giusta. Rispetto all’importo dichiarato, infatti, può accadere che vi siano delle variazioni su quanto percepito. Che sia minore o maggiore rispetto alle aspettative, il discorso cambia solo relativamente. In questi casi, infatti, occorrerà procedere secondo alcune istruzioni fornite dall’Agenzia stessa. Il Rapporto di verifica dei risultati della gestione, sull’esercizio 2020, si parla di rimborsi fiscali attorno ai 57 miliardi di euro.

Il punto, come detto, è che le cifre dichiarate e quelle percepite non sempre corrispondono a quelle risultanti all’Amministrazione finanziaria. I nodi vengono fuori al momento dei controlli da parte dell’ente che si fa carico dell’erogazione del dovuto richiesto alla presentazione della Dichiarazione dei redditi. Leggermente diversa la procedura nel caso in cui l’importo sia maggiore o minore del previsto.

Agenzia delle Entrate, la pratica di rimborso: come funziona

Qualora si tratti di una cifra maggiore, ovvero nel caso in cui il soggetto abbia diritto a un importo più alto di quello ricevuto, sarà la stessa Amministrazione finanziaria a inviare una comunicazione che mette in guardia dalla possibile incongruenza durante le operazioni di liquidazione. In questo caso, si potrà optare per una fruizione tramite credito per la successiva dichiarazione oppure come nuovo rimborso per l’anno di riferimento. Sarà comunque l’Amministrazione finanziaria a fornire le informazioni. Le somme potranno essere ricevute come bonifico su conto corrente bancario o postale, previa fornitura dell’Iban all’Agenzia delle Entrate.

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Per ricevere l’importo richiesto è necessario inviare il modulo in allegato alla Pec da inoltrare tramite indirizzo a uso esclusivo dell’interessato (o presentato presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate), allegando copia del documento d’identità. La fornitura dei dati utili (prima di tutto l’Iban) sarà necessaria ai fini del rimborso. In caso non vengano inoltrati per tempo, quest’ultimo  verrà corrisposto alla persona fisica come titolo di credito a copertura garantita, ovvero assegni vidimati. Il versamento sul conto corrente dovrà avvenire entro 60 giorni. Sarà possibile anche procedere all’incasso in contanti.

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Damiano Mattana