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Economia e Finanza

Conto corrente, attenti ai movimenti: gli errori che il Fisco non perdona

Tutti i conti correnti finiscono sotto la lente di ingrandimento del Fisco, con alcuni errori che possono portare a dover fare i conti con le relative conseguenze. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo di quali si tratta.

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Dicono che il denaro non faccia la felicità, ma se devo piangere preferisco farlo sul sedile posteriore di una Rolls Royce piuttosto che su quelli di un vagone del Metrò“, diceva Marilyn Monroe. E in effetti non si può negare come i soldi, seppur non garantendo la felicità, aiutino a risolvere un bel po’ di situazioni problematiche. A partire dalla spesa settimanale fino ad arrivare alle bollette, d’altronde, sono tante le volte in cui ci si ritrova a dover  mettere le mani nel portafoglio per pagare i relativi beni e servizi.

Se tutto questo non bastasse l’impatto del Covid sull’economia costringe molte persone a dover fare i conti con una difficile gestione del budget famigliare, prestando così una maggior attenzione al risparmio. A tal proposito è bene sapere che proprio i vari movimenti effettuati sul conto corrente finiscono per attirare l’attenzione del Fisco, con alcuni errori che possono portare a dover fare i conti con le relative conseguenze. Ma di quali si tratta? Entriamo nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Conto corrente, attenti ai movimenti: quando scattano i controlli del Fisco

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Grazie al Registro dei rapporti tributari l’Agenzia delle Entrate può sempre verificare i vari movimenti sul conto corrente dei contribuenti. Proprio per questo motivo è bene sapere che vi sono degli errori che, in genere vengono commessi, e che possono portare a dover fare i conti con delle gravi conseguenze. In particolare a destare l’attenzione del Fisco sono i grandi flussi di capitali, soprattutto se destinati all’estero.

L’Agenzia delle entrate potrebbe quindi decidere di fare un accertamento, in modo tale da verificare la presenza o meno di una tentata evasione. Ma non solo, a finire sotto la lente di ingrandimento sono i bonifici senza giustificazione, così come i versamenti di contante sul conto corrente. Una situazione, quest’ultima, che riguarda soprattutto i lavoratori autonomi, che rischiano di dover fare i conti con delle sanzioni, nel caso in cui non siano in grado di giustificare la provenienza del denaro.

In questi casi, infatti, il Fisco può pensare che si tratti di introiti provenienti da lavoro in nero. Proprio per questo motivo bisogna avere sempre un giustificativo, grazie al quale dimostrare che le somme di denaro in questione non rientrano tra quelle tassabili, così come previsto dall’articolo 23 del D.P.R. n.600 del 1973.

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Da non trascurare, poi, le transazioni tra moglie e marito, soprattutto se in presenza di flussi di soldi particolarmente cospicui e se uno dei due coniugi non possiede fonti di reddito. Anche in questo caso, infatti, si tratta di una situazione che potrebbe portare a pensare allo svolgimento di lavoro in nero.

Published by
Veronica Caliandro