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Lavoro e pensioni

La Grecia batte tutti: perché è il luogo ideale per godersi la pensione

E’ giusto scegliere un altro Paese per godersi la pensione? Qualcuno sceglie la Grecia. Anzi, più di qualcuno. E per diverse ragioni.

Foto di nonbirinonko da Pixabay

Solo pochi giorni fa avevamo parlato di come ogni città fosse diversa dall’altra per godersi la propria pensione. Il riferimento era all’Italia e sorprendeva la concentrazione dei luoghi ideali fra il centro e il nord del Paese. Tuttavia, si era anche detto che lo stile di vita, il welfare complessivo e il fattore ambientale non erano le sole variabili da tenere in considerazione. Se si decidesse di uscire dall’Italia per fruire della propria pensione in uno Stato estero, i dati sembrano indicare un luogo preciso, nemmeno troppo lontano dalla nostra Italia. L’area è sempre il Mediterraneo ma il Paese è la Grecia, ritenuto l’ideale. E non per il suo clima o per le sue bellezze.

Il punto è la questione fiscale. Più o meno lo stesso discorso che vale per il Portogallo. A disposizione dei pensionati infatti, innanzitutto quelli interni naturalmente, vengono disposti precisi incentivi. Anche se Atene, rispetto a Lisbona, ha deciso di tassare i vitalizi al 7% (cosa ora cominciata anche in Portogallo dopo anni di tabula rasa). Una situazione che però si produce in una tassa a dieci anni, cosa che non è sfuggita ai pensionati di mezza Europa, soprattutto over 60.

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Pensione, la questione Grecia: per questo gli over 60 la scelgono

Condizioni fiscali più favorevoli, quindi, sono alla base della scelta della Grecia. Certo, anche il paesaggio giocherà il suo bel ruolo, ma la convenienza in termini di tassazione la fa da padrone. E ad Atene si rivolge di fatto lo stesso target che finora aveva optato per il Portogallo. E gli italiani non stanno a guardare, considerando che la tassazione in merito nel nostro Paese è fra le più alte d’Europa, con oscillazione fra il 23% e il 43%. La variazione è in base al reddito. Una situazione che incoraggia sempre più pensionati a trasferirsi in riva all’Egeo, dove si potrà risedere con lo status di residente non abituale e registrazione all’Aire. Tutto dovrà essere riconfermato ogni sei mesi nel comune di residenza.

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In Grecia, in sostanza, sembra convenire un po’ su tutti i fronti. Dalla fiscalità fino al clima, passando per le ore di volo minori rispetto al Portogallo. Come detto, in Italia l’imposta minima Irpef si attesta al 23%, mentre in Grecia si scende del 16%. Inoltre, si registrano più incentivi anche in altri frangenti, come le addizionali comunali e regionali. Il risparmio fiscale stimato su una pensione lorda da 25 mila euro l’anno è stimato in 4 mila euro. Chiaro che per trasferirsi bisognerà essere disposti a imparare la lingua (non facile) e a mollare i propri affetti. Tuttavia, il costo medio della vita, inferiore al nostro, potrebbe essere il fattore decisivo.

Published by
Damiano Mattana