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Economia e Finanza

Bitcoin, altra mazzata: ecco chi ha detto stop alle crypto-currency

Una batosta segue quelle di Elon Musk e della Banca cinese: la britannica Hsbc ferma gli investimenti in Bitcoin. E anche negli Usa sorgono dubbi.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Se fosse una persona, probabilmente, ora starebbe sperando di svegliarsi e scoprire che è tutto un incubo. Ma, dal momento che si tratta di una valuta e peraltro incorporea, Bitcoin non può far altro che prendere atto di trovarsi su una barca in piena tempesta e aspettare che esca il sole. Il quale, naturalmente, prenderebbe la forma tutt’altro che poetica di un rialzo delle quotazioni di mercato. Perché la criptovaluta fondamentalmente si nutre di questo, allo stesso modo di come ne subisce gli effetti deleteri. Lo stop di Elon Musk e della sua Tesla ha fatto rumore, provocando uno sconquasso sulle crypto currency di Bitcoin. Per non parlare della frenata della Banca cinese, proprio in pieno test della criptovaluta di Stato.

Ora ci si mettono anche gli inglesi e, vista la situazione, ne hanno ben donde. La banca d’affari britannica Hsbc, infatti, ha deciso di mettere un bel cartello di stop agli investimenti sulle divise digitali. Un colpo che va ad aggiungersi ai numerosi dietrofront delle ultime settimane, i quali hanno innescato un effetto domino utile a far precipitare l’andamento del Bitcoin praticamente ai minimi storici. Una mossa che lo stato maggiore della banca ha attribuito alla poca trasparenza e all’eccessiva volatilità dello strumento. Praticamente le ragioni che hanno finora animato gli scettici.

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“Se i nostri clienti vorranno investire ovviamente potranno, ma noi non lo promuoveremo”. Le parole dell’amministratore delegato, Noel Quinn, sono lapidarie. E mettono probabilmente il sigillo al periodo nero della criptovaluta regina, che rischia di trascinare con sé nel baratro tutto il mercato delle crypto currency. Il ramo criptovalutario non offre le giuste garanzie, almeno per il momento, e su questo un po’ tutti si erano messi l’anima in pace. Il punto è che, nonostante l’instabilità genetica, il momento di crisi aveva favorito l’apertura di diversi portafogli digitali, considerati un po’ come dei fondi di emergenza, dove convogliare risorse altrimenti minacciate dalla crisi.

Bitcoin, altra mazzata: Hsbc frena e gli americani tentennano

In pochi giorni, le quotazioni stellari raggiunte grazie a Musk (fra i più vivaci sponsor del Bitcoin) hanno fatto il percorso inverso. Anzi, oltre all’instabilità, secondo Hsbc la tecnologia blockchain potrebbe portare effetti collaterali quali attività illegali come riciclaggio e persino evasione fiscale. Questo perché, come detto più volte, una vera e propria regolamentazione del mercato ancora non esiste. E le crypto, per quanto affascinanti, necessitano sia di un dispendio energetico mastodontico per la produzione, sia di garanzie reali per poter elevarsi al ruolo di valuta vera e propria.

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Ora starà alle banche americane sciogliere la questione. Morgan Stanley e Goldman Sachs avevano aperto già tempo fa alla questione sfruttando il vento in poppa dei contribuenti interessati. Ora però l’aria tira dalla parte opposta. Ed è aria di burrasca.

Published by
Damiano Mattana