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Vende una borsa online: si ritrova 3.600 euro in meno sul conto

Una truffa in grande stile, che ha portato una donna di Selargius a versare soldi anziché riceverne per la borsa che voleva vendere.

Foto: Web

Se è vero che, come diceva lo zio Ben al giovane Peter Parker, da un grande potere derivano grandi responsabilità, viene da chiedersi come mai una potenzialità come la rete venga utilizzata per raggirare il prossimo. L’ultima notizia in tal senso arriva da Selargius, nei dintorni di Cagliari, dove un’impiega di 46 anni, convinta di star vendendo online una sua vecchia borsa, stava invece rifornendo un truffatore. Ma andiamo con ordine. La donna, che possedeva l’accessorio di alta qualità (pelle griffata), aveva deciso di metterlo in vendita su una piattaforma di trading online.

Duecento euro era il prezzo scelto, poco rispetto alla qualità del prodotto che, di sicuro, all’epoca del primo acquisto era costato molto di più. Niente di strano che, poco tempo dopo, sia comparso un cliente interessato all’acquisto, apparentemente in accordo anche su quanto la donna chiedeva per quel prodotto. La truffa, però, si stava consumando già al momento del contatto. Le intenzioni non potevano essere percepite ma il piano, probabilmente, prevedeva anche questo.

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Vende una borsa online, si ritrova 3.600 euro in meno sul conto: la truffa

La trama oscura è stata ordita dallo sconosciuto che, dopo aver convinto la donna a recarsi presso uno sportello atm-bancomat, le ha dettato alcune operazioni che, a suo dire, avrebbero accelerato le pratiche di pagamento. Manco a dirlo, i passi che l’anonimo le chiedeva di seguire erano finalizzati a far transitare sì del denaro, ma dal conto della donna al suo. In pratica, convinta di star ricevendo i 200 euro della vendita, la vittima della truffa stava in realtà ricaricando la carta Postamat dell’acquirente. E questa “operazione” si sarebbe ripetuta per diverse volte.

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Ben diciotto per l’esattezza. E questo non per un’ingenuità della donna ma per un trucco che, evidentemente, il truffatore conosceva bene. Un meccanismo, infatti, fa sì che l’operazione venga effettuata in modo completo ma emettendo una ricevuta che ne dichiara il fallimento. Spingendo così il malcapitato a ripeterla più volte. In sostanza, da un guadagno di 200 euro, la donna ha finito per versarne 3.600 sul conto dell’imbroglione. Fortunatamente la vittima si è accorta del raggiro e ha denunciato il tutto ai carabinieri. Si è scoperto che l’uomo col quale si era relazionata era un cittadino cingalese domiciliato a Roma, con già diverse denunce a carico. I soldi, invece, erano finiti sul conto di un uomo di Sassari. A loro carico pende ora una denuncia per truffa aggravata.

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Damiano Mattana