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Bonus e indennità

Decreto Sostegni, il taglio alle cartelle esattoriali c’è ma qualcuno resta fuori

In attesa del provvedimento attuativo del Mef, i contribuenti fanno i conti. Ecco chi viene escluso dalla sforbiciata alle cartelle esattoriali.

Foto di Capri23auto da Pixabay

Se ne è parlato molto prima che il Decreto Sostegni diventasse decreto sul serio. Con l’annuncio dell’entrata in vigore, anche la prima parte della riforma fiscale auspicata, ovvero quella relativa alla pax mirata ad alleggerire il peso per gli archivi dell’erario, è diventata un passo concreto. E’ l’articolo 4 del Decreto a mette le cose in chiaro: annullamento automatico delle cartelle esattoriali di importo residuo fino e non superiore a 5 mila euro, compresi fra l’1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010. Un decennio intero di crediti probabilmente ormai inesigibili. O quantomeno difficilmente saldabili. E un risparmio consistente per le tasche degli italiani, quantificato in qualche decina di milioni di euro.

Una pace fiscale che, come tutte le altre misure previste dal decreto, mirano a far respirare i contribuenti in difficoltà a causa della pandemia. Numerose le categorie interessate anche se i crediti cancellati risultano quelli più esigui, legati al Bollo auto e ad altri debiti non estinti di entità contenute. Per far sì che l’annullamento sia valido, le cartelle dovranno contenere debiti risultanti da singoli carichi affidati agli agenti della riscossione nel suddetto periodo (1 gennaio 2000 – 31 dicembre 2010). Per il via definitivo, comunque, bisognerà attendere il provvedimento attuativo del Mef.

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Decreto Sostegni, il taglio alle cartelle esattoriali c’è: ecco chi non rientra nel beneficio

Per molti un sospiro di sollievo, per numerosi enti preposti (ad esempio le maggiori sigle sindacali), solo la prima parte di una riforma fiscale che dovrà necessariamente essere più ampia. Anche perché, oltre a fungere da rimedio provvisorio, il taglio delle cartelle esattoriali rischia di lasciar fuori qualcuno. E anche di creare una discrepanza fra chi non ha estinto i debiti contratti tra i venti e i dieci anni fa, e chi invece ha mantenuto la giusta velocità di crociera. A ogni modo, almeno per il momento, l’obiettivo di alleggerire l’aggravio sugli archivi dell’Agenzia delle Entrate sembra prioritario.

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A beneficiare del taglio saranno le persone fisiche che, nell’anno di imposta 2019, avranno percepito un reddito imponibile fino a 30 mila euro. E, ancora, soggetti non categorizzabili come persone fisiche che, al 31 dicembre 2019, annoveravano un reddito imponibile fino a 30 mila euro. Quindi chi resta fuori? Più che qualcuno, viene escluso qualcosa: le multe ad esempio, inizialmente date al pari del Bollo e invece depennate all’ultimo momento. La voce che interessava di più, sicuramente. E anche le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato dichiarati illegali, così come l’Iva riscossa all’importazione. Niente beneficio nemmeno per le risorse proprie tradizionali dell’Unione europea. In questa particolare categoria rientrano dazi e diritti doganali.

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Damiano Mattana