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Truffa della firma, attenzione al tranello: ecco come se ne esce

Spesso avviene telefonicamente. Ma, truffa o meno, è sempre bene prestare attenzione a cosa si firma.

Foto di Edar da Pixabay

E’ un mondo spietato quelle delle truffe. Ne esistono centinaia (forse anche di più), tutte che mirano a un unico obiettivo: approfittarsi del prossimo, senza nemmeno sapere chi sia. Sempre maggiore la quantità, sempre più fine la tecnica ma anche tanti modi per riconoscerle, individuarle e, perché no, anche per denunciarle. Il più delle volte, infatti, chi opera nell’ombra compie dei veri e propri raggiri, estorcendo informazioni private, codici di accesso riservati e, in alcuni casi, addirittura una firma.

Succede, infatti, che qualcuno cerchi di ingannare qualcun altro fingendosi un operatore telefonico chiedendo dei soldi per contratti mai stipulati, o anche che vi siano delle persone che si presentano alla porta di casa proponendo questo e quello. Ma questa è un’altra storia. Più difficile, infatti, confrontarsi con qualcuno al telefono, perché privi di quella possibilità di guardare negli occhi chi tenta di truffarci.

La fregatura è sempre dietro l’angolo, ma in questo caso è davanti a noi in tutto e per tutto. Se si è certi di non aver firmato nulla, infatti, lo si dovrebbe essere altrettanto del fatto che dall’altra parte della cornetta vi sia un malintenzionato. In questi casi, qualora si scopra che la sedicente firma posta sul documento (sedicente anche questo) non esista, l’autore del raggiro potrebbe andare incontro anche a conseguenze penali.

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Truffa della firma, attenzione al tranello: meglio affidarsi alla legge

Ora, le soluzioni sono sostanzialmente due: riagganciare e sperare che la cosa finisca lì, oppure procedere nei sentieri tracciati dalla legislazione in materia. La contestazione della firma è infatti un nostro diritto e, di più, lo sarebbe qualora il truffatore paventi la possibilità di citare in giudizio. Il disconoscimento per l’esattezza, ovvero dichiarare come falsa quella firma che ci viene attribuita.

Anche perché, in questi casi, sarà chi cita a dover comparare le firme con altra documentazione. In altri si potrebbe ricorrere anche alla perizia calligrafica. Qualora tuttavia il giudice attesti l’effettivo raggiro, la questione si chiuderà con il sedicente creditore che non potrà esigere alcunché. Mai dimenticare, però, cosa si è firmato. O quantomeno prestare la massima attenzione. Disconoscere la firma quando invece ci si era dimenticati di averla posta, potrebbe costare il pagamento delle spese giudiziarie.

Published by
Damiano Mattana