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Lavoro e pensioni

Agevolazioni al lavoro notturno: ecco cosa ci si guadagna a perdere il sonno

Il lavoro di notte viene considerato più stressante e, per certi versi, più duro. Esistono però dei riconoscimenti che è bene conoscere.

Foto di tookapic da Pixabay

L’immaginario collettivo vede nel lavoratore notturno e nel giustiziere mascherato due figure che coincidono. Ma visto che non tutti siamo dei supereroi e che i lavori svolti di notte sono ben più umili rispetto a quelli narrati dalla penna degli autori, viene da chiedersi se e quali agevolazioni esistano per chi si vede costretto a esercitare la propria professione mentre tutti gli altri dormono. Nello specifico, per l’anno in corso 2021.

Per questa particolare fascia oraria, che perlopiù vede coinvolta una categoria definita di lavoratori più che delle vere e proprie turnazioni, esiste un vademecum dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

Va innanzitutto precisato che, per essere dichiarato tale, il lavoratore notturno è colui che, a livello contrattuale, svolge tre ore di lavoro nella fascia oraria compresa fra la mezzanotte e le cinque del mattino per i 6 giorni previsti. Questo a livello regolamentare. Ma una volta definita la categorizzazione del lavoratore come “notturno”, è necessario capire se all’orario in questione corrispondano agevolazioni e/o incentivi particolari.

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Agevolazioni al lavoro notturno: quali sono e come fare domanda

La risposta è sì. E il tutto è persino regolamentato a norma di legge, precisamente dall’articolo 2108 del Codice Civile, nel quale si prevede come il lavoratore notturno debba di per sé ricevere una maggiorazione rispetto a chi esercita durante la giornata ordinaria. Perlopiù si tratta di un corrispettivo maggiorato del 15%, mentre a livello previdenziale la situazione varia in base alla mansione svolta. In caso di lavori cosiddetti usuranti, infatti, il lavoratore avrà diritto al trattamento pensionistico anticipato.

Detto questo, resta l’ultima parte della questione. Ovvero come accedere ai benefici previdenziali previsti per chi opera durante la notte. Per far sì di non perdere i diritti acquisiti (oltre a far sì che il tutto sia regolamentato a livello contrattuale, priorità essenziale per chiunque), la domanda va presentata all’istituto di riferimento entro l’1maggio dell’anno precedente a quello per il quale si maturano i requisiti necessari. In poche parole, chi perfezionerà i requisiti in questione nel 2022, dovrà presentare domanda entro il primo maggio di quest’anno. Il promemoria in questo caso è essenziale.

Published by
Damiano Mattana