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Categories: Economia e Finanza

Tassi di interesse e usura: cosa sta accadendo in Italia?

Per il filosofo e sociologo Pierre-Joseph Proudhon la giustizia è “la stella centrale che governa la società, il polo intorno al quale ruota il mondo politico, il principio e la regola di tutte le transazioni. Nulla avviene fra gli uomini che non sia in nome del diritto, nulla senza invocare la giustizia”. Ma se invocare la giustizia equivale ad avere come premio un bel calcio dove non batte il sole allora la filosofia è morta.

Quei cari tribunali italiani i quali dovrebbero garantire equità e giustizia per noi cittadini come a volta accade (per non dire spesso) si dimenticano di farlo. In questo caso è la Cassazione ad essersi macchiata di una tale dimenticanza: da oggi in poi l’usura sopravvenuta sui tassi d’interessi riguardanti i mutui è diventata consentita.

Chiariamo questo aspetto: nell’accordare un finanziamento o un mutuo, il tasso d’interesse non deve superare una certa soglia che viene calcolata aggiungendo delle maggiorazioni a quelli di mercato. L’Arbitrato bancario finanziario aveva stabilito che, se la soglia del tasso d’interesse successivo alla stipula del contratto venisse superata nel corso degli anni successivi, si sarebbe creata una situazione definita “irregolare” tanto da portare alla cancellazione degli interessi dovuti.

Le sezioni unite della Cassazione, con la sentenza del 19 ottobre 2017 n.24675, hanno stabilito che se questi tassi superano la soglia di usura “non si verifica la nullità o l’inefficacia della clausola contrattuale di determinazione del tasso degli interessi stipulata anteriormente all’entrata in vigore della predetta legge (legge 108 del 1996, ndr), o della clausola stipulata successivamente per un tasso non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula; né la pretesa del mutuante di riscuotere gli interessi secondo il tasso validamente concordato può essere qualificata, per il solo fatto del sopraggiunto superamento di tale soglia, contraria al dovere di buona fede nell’esecuzione del contratto”.

E’ forse giustizia questa? Vedremo più avanti come evolveranno le cose, consapevoli del fatto che in materia mancano ancora chiarezza e soprattutto quel minimo di onestà e trasparenza che è giusto aspettarsi dal sistema bancario.

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Redazione