Ticket sanitario, quando è possibile non pagarlo

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Il ticket sanitario è una tassa che i cittadini pagano per poter usufruire di alcune prestazioni che non sono incluse nei cosiddetti LEA, livelli essenziali di assistenza.

Si tratta fondamentalmente di quella tassa che paghiamo per poter beneficiare di prestazioni specialistiche da poliambulatorio, ma anche per prestazioni rese da un Pronto Soccorso di codice bianco e per le cure termali. Il ticket sanitario non è previsto invece per le donazioni del sangue, per le vaccinazioni obbligatorie e per quegli esami utili per diagnosticare precocemente o prevenire determinate patologie (la mammografia è l’esempio più a portata di mano che potremmo fare in questo senso!).

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Per andare incontro alle fasce più deboli della popolazione, la legge prevede che non tutti siano tenuti al pagamento del ticket sanitario. Anche a fronte di prestazioni per le quali il ticket è necessario, dunque, potrebbe essere prevista una esenzione qualora l’utente dovesse averne diritto.

Per esempio, il ticket sanitario può non essere pagato da coloro i quali sono privi di un’occupazione e registrati come disoccupati al centro per l’impiego, dagli over 60 titolari di pensione minima o da familiari a carico appartenenti ad una famiglia il cui reddito complessivo non va oltre quota 8.263,31 euro. Il ticket non è previsto neppure per i malati cronici, gli invalidi, le donne in stato interessante e coloro che soffrono di una qualche malattia rara.

E’ bene precisare che in alcune parti d’Italia è prevista una tassa in più per chi vuole avvalersi di prestazioni sanitarie specialistiche: questa tassa ha preso col tempo il nome di super ticket sanitario, e vale circa 10 euro a seconda della zona di riferimento. L’ultima Legge di Bilancio ha tuttavia mitigato questa misura, stabilendo che il super ticket sanitario non debba essere pagato dai giovani, dagli anziani e da coloro che non dispongono di un certo reddito. Non si capisce ancora secondo quali criteri verrà applicata questa sorta di “sanatoria”, in quanto tutti i requisiti andranno chiariti dal governo con un apposito decreto attuativo (e non essendoci oggi un governo con pieni poteri…).