Sconti fiscali nel mirino del governo: potrebbero essere spazzati via

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Tra casa, figli, sanità, istruzione e quant’altro, sono molte le voci (se ne contano 466) che rientrano nel calderone delle cosiddette tax espenditures, cioè di quelle spese che permettono ai contribuenti un alleggerimento del prelievo fiscale.

Il fatto è che in Italia c’è una vera e propria giungla di detrazioni, deduzioni ed esenzioni, che a vario titolo portano a una spesa per lo Stato (e quindi ad un risparmio per i cittadini) di circa 54,9 miliardi di euro. Tali numeri, messi nero su bianco dal “Rapporto annuale sulle spese fiscali 2017”, trovano la conferma del Ministero dell’Economia e delle Finanze, e coinvolgono diverse categorie di soggetti che vanno dalle persone fisiche alle imprese, passando per banche, associazioni e assicurazioni.

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A godere maggiormente degli sconti fiscali sono però le persone fisiche, che da sole incassano 40,5 miliardi di euro (pari al 73,6% del totale). E se si considera che le ultime dichiarazioni dei redditi parlano di circa 40,9 milioni di persone fisiche, il calcolo è presto che fatto: ogni contribuente, il prossimo anno, riceverà in media circa 1.000 euro di sconti fiscali.

I rimanenti 14,4 miliardi di tax espenditures vanno spartiti tra onlus, imprese e società, nonché banche, assicurazioni, ed altri soggetti giuridici. In questo caso parliamo di 5,7 milioni di beneficiari con una riscossione media di 2.557 euro. Tra questi soggetti, a riscuotere di più in termini assoluti sono banche e assicurazioni (1,8 miliardi): questo “bottino”, per quanto sia magari inferiore a quello spettante a imprese e società (3,5 miliardi), va infatti suddiviso soltanto tra 607 soggetti, per cui l’entrata media per singolo beneficiario è di ben 3 milioni di euro.

Se il progetto flat tax dovesse andare in porto, la stragrande maggioranza degli sconti fiscali verrebbe rasa al suolo proprio per dirottare le risorse sulla tassa piatta. Potrebbero rimanere in piedi soltanto le detrazioni degli interessi passivi sul mutuo e, al più, le spese sanitarie.