Reddito di inclusione 2018: al via le domande

Rei
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Qualche giorno fa, più precisamente il 19 gennaio scorso, il Ministero del Lavoro ha diffuso sul suo sito internet il modello per la richiesta del Reddito di Inclusione 2018. Messo in moto a partire dal primo dicembre, questo nuovo sussidio si appresta ad arrivare in quelle famiglie che vivono in uno stato di forte difficoltà economica e a dar loro un po’ di ossigeno nell’affrontare le spese del vivere quotidiano.

Il REI però va a sostituire in tutto e per tutto l’ASDI, vale a dire il sostegno al reddito per gli over 55 che era stato introdotto tempo fa. Il REI infatti coinvolge una platea di beneficiari non più differenziata sulla base dell’età, ma riparametrata solo ed esclusivamente sulla base dello status economico: in pratica questo strumento di sostegno al reddito mira a dare aiuto a quelle famiglie che non arrivano alla fine del mese e che hanno al loro interno un disoccupato over 55, un minore, un disabile o una donna in stato di gravidanza.

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Da luglio però non ci sarà nemmeno più bisogno di soddisfare questi requisiti per poter ottenere il REI, in quanto sarà sufficiente disporre di un ISEE non superiore a 6mila euro e di un patrimonio immobiliare non più alto di 20mila euro (nel cui calcolo non confluirà la prima casa). In questo modo il Reddito di Inclusione diverrà il primo vero strumento universale per il contrasto alla povertà. Per quanto riguarda l’entità del sussidio si va da un minimo di 187.50 euro fino a un massimo di 539.82 euro, ovviamente sulla base della composizione del nucleo familiare.

Questa misura è stata fortemente voluta dal governo Renzi prima e da quello Gentiloni poi, se non altro perché ritenuto l’unico vero strumento di contrasto alla povertà. Unica alternativa credibile in sostanza al reddito di cittadinanza, o a quello di dignità, proposti rispettivamente da Movimento 5 Stelle e centrodestra per queste elezioni politiche 2018.