Quoziente familiare, Salvini ci prova: meno tasse a chi fa più figli

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Meno tasse e più soldi ai genitori che hanno più di un figlio: Matteo Salvini, leader della Lega Nord e ministro dell’Interno, sta rispolverando uno dei suoi vecchi cavalli di battaglia, ossia il tanto chiacchierato quoziente familiare.

Il ministro leghista, dopo aver montato una polemica sull’uso dei termini “mamma” e “papà” a suo dire imprescindibili rispetto a “genitore 1” e “genitore 2”, sta ora tentando di sposare un’altra battaglia. Una battaglia che si muove sempre nella direzione della “difesa della famiglia tradizionale”.

L’idea è di introdurre un quoziente familiare su modello francese che di fatto premierebbe le famiglie numerose. La logica è la seguente: sommare i redditi del nucleo per poi dividere la cifra per il numero dei componenti della famiglia. E sulla base del risultato, applicare una tassazione più o meno agevolata. Alla fine dei conti ne verrebbe fuori che un individuo celibe, divorziato, separato o vedovo, che non ha figli a carico, pagherà più tasse rispetto a una coppia sposata che ha uno o più figli a carico.

Per il momento lo strumento di calcolo è ancora da definire del tutto, ma il principio di fondo è più chiaro che mai e su quello il governo lavorerà: premiare le famiglie che fanno figli, e premiarle lasciando loro più soldi nelle tasche. Resta da capire ora se questa forte detassazione per le famiglie numerose ingloberà tutti gli attuali strumenti di aiuto alla genitorialità (bonus mamma domani, bonus baby sitter e così via) o se tutto ciò rappresenterà un qualcosa “in più”.

L’idea sembra piacere anche al Movimento 5 Stelle, mentre, pur non trovando comunque una posizione contraria nel vero senso della parola, lascia perplesse le frange più progressiste del Paese, che vede in questa proposta una sorta di ritorno al passato, dove lo Stato entra nella vita intima delle persone e spinge su un forte tasso di natalità pur non dovendone avere interesse.