Quattordicesima mensilità: quando viene erogata e chi ne ha diritto

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Ci siamo quasi: la quattordicesima mensilità che spetta a diversi lavoratori e pensionati è in dirittura d’arrivo. Esattamente come la tredicesima, la quattordicesima non è altro che una mensilità in più che un lavoratore o un pensionato matura nel corso dell’anno, e che solitamente viene corrisposta nel mese di luglio.

Si tratta di un contributo che viene riconosciuto non a tutti, ma solo ed esclusivamente ai lavoratori per i quali la misura è prevista nel loro contratto nazionale di riferimento (il Ccnl del commercio, per esempio, prevede la 14esima); per quel che riguarda i pensionati, invece, la quattordicesima viene corrisposta sulla base di alcuni requisiti reddituali.

Nel caso specifico dei pensionati, la quattordicesima, introdotta dal governo Renzi, viene riconosciuta a fronte di un’età del pensionato uguale o superiore a 64 anni, di una storia contributiva regolare e di un requisito di reddito che vuole che la pensione non sia superiore a 9.894,69 euro annui (o compresa tra i 9.894,69 e i 13.192,92 euro nel 2018).

La quattordicesima matura sulla base dei mesi di lavoro effettuati e il calcolo, di solito, parte prendendo in considerazione gli stipendi percepiti dal 1 luglio precedente al 30 giugno dell’anno corrente. Se un lavoro è stato cominciato nel corso del mese, le mensilità che confuiscono nel calcolo della 14esima sono soltanto quelle in cui risultano almeno 15 giorni di lavoro effettivo.

Inoltre, la mensilità in più matura anche a fronte del congedo di maternità e paternità, durante il periodo di malattia che è a carico dell’impresa, durante il periodo di infortunio e durante ferie e permessi; e poi ancora durante il congedo matrimoniale, l’aspettativa, il lavoro straordinario e quello notturno. Infine, hanno diritto a vedersi riconosciuta la quattordicesima anche i lavoratori che hanno un contratto part-time: nel loro caso la mensilità viene ovviamente proporzionata all’orario di lavoro.