Prestiti rifiutati portano le Pmi al fallimento

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L’accesso al credito da parte delle imprese, con i mutui e con i prestiti, è fondamentale. Il rifiuto della banca può mettere in difficoltà l’impresa, e lo stesso dicasi quando l’istituto di credito, da un giorno all’altro, chiede il rientro dai fidi.
E così, un po’ per colpa delle banche, ed un po’ per colpa della crisi, in Italia alle Pmi spesso non resta che dichiarare il fallimento.

Per esempio, solo presso il Tribunale di Milano nel periodo 2012-2013 le dichiarazioni di fallimento hanno fatto registrare un balzo del 24%. Secondo il Codacons trattasi di dati che da un lato sono sconcertanti, e dall’altro sono drammatici in quanto secondo il Presidente dell’Associazione, l’avv. Marco Donzelli, l’aumento dei fallimenti da parte delle imprese segue di pari passo la caduta dei prestiti concessi alle Pmi.

La discesa del credito concesso dalle banche è peraltro generalizzata su tutta la linea visto che, in accordo con gli ultimi dati che sono stati forniti da Bankitalia, le erogazioni sono in calo per le Pmi, per le famiglie ed anche per le società finanziare.
Per questo, secondo l’avv. Marco Donzelli, il fallimento per le imprese diventa spesso inevitabile con il rifiuto di un prestito o con il perentorio rientro dai fidi chiesto dagli istituti di credito.

Basti pensare che, in base ai dati consolidati del mese di novembre del 2013, per i prestiti alle società finanziarie la caduta delle erogazioni è stata pari al 6% a fronte di una contrazione su base annua per il credito ai privati pari al 4,3%.

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