Pensioni, passo indietro della Lega su abolizione della Fornero

elsa fornero

La campagna elettorale conclusasi lo scorso 4 marzo si è poggiata fondamentalmente su una ristretta cerchia di temi tra cui immigrazione, fisco e pensioni. Sulle pensioni, in particolare, sia la Lega che il Movimento 5 Stelle, che sono poi stati decretati i vincitori di queste elezioni, se la sono giocata con l’abolizione della Legge Fornero e la sua sostituzione con il famoso “sistema delle quote”.

Ora però che il governo si avvicina, il Carroccio pare stia facendo qualche passo indietro sulla materia. Alberto Brambilla, che è colui che ha curato il programma della Lega, ha precisato che l’intenzione del centrodestra non è quella di abolire tout court la Legge Fornero. Semmai di riformarla, esattamente come chiedevano le forze più moderate della coalizione. “Il nostro piano non è abolire la Fornero: toccare la previdenza sarebbe una dinamite, guai a farlo! Ma rivederla, questo sì che si può fare”.

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Brambilla ha affermato che bisogna tagliare “l’assistenza che va ai falsi invalidi e a coloro che non se la meritano, perché c’è parecchia gente che mente sui requisiti”. Avviare un percorso di questo genere comporterebbe risparmi per 50 miliardi in 10 anni e permetterebbe così di co-finanziare il sistema che piace tanto alla Lega, vale a dire quello delle quote (Quota 100 e Quota 41).

Non si capisce insomma quali siano le reali intenzioni, in quanto lo stesso Brambilla prima parla di non eliminare la Legge Fornero, e poi apre al sistema delle quote che di fatto scardinerebbe l’attuale impianto. Fatto sta che, al di là di cosa ne pensi la Lega sul fronte pensioni, la quadra andrà molto probabilmente ricercata con il Movimento 5 Stelle, senza il quale far partire una stagione di governo sarà matematicamente impossibile.