Pensione anticipata (Ape) negata a chi ha debiti

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La pensione anticipata nota come Ape sta per cambiare rispetto a come la si è sempre vista. Gli istituti finanziari, infatti, saranno autorizzati a concedere le richieste di pensionamento anticipato solo ed esclusivamente a chi non ha subito protesti, a chi non ha debiti scaduti da tre mesi e a chi non è stato segnalato alla centrale rischi della Banca d’Italia.

In pratica, per poter ottenere il pensionamento anticipato, occorrerà essere persone “in regola”.

Il decreto attuativo che dà corpo al provvedimento prevede che al momento della domanda, il richiedente dovrà non avere debiti verso banche e finanziarie che ne qualificano la posizione come “non pagatore”. Inoltre non il suo nominativo non deve apparire nella centrale rischi della Banca d’Italia, pertanto su di lui non devono risultare casi di inadempimento al pagamento di prestiti e mutui.

Il richiedente, poi, non deve essere oggetto di procedure di sovraindebitamento ai sensi della legge n.3 del 2012, né avere pignoramenti in corso o estinti che creino malumori tra i suoi creditori. Infine non ci devono essere protesti a proprio carico, il che vuol dire che non si può apparire nell’archivio degli assegni e delle carte di pagamento irregolari detenuto dalla Banca d’Italia e noto come Centrale di allarme interbancaria (CAI).

Non ci sono problemi, invece, nel caso di debiti che sono stati estinti, di procedure di composizione della crisi regolarmente chiuse, di protesti cancellati e di iscrizione alla CAI rimossa proprio a seguito della regolarizzazione della posizione.