Pedaggio autostradale: dopo il crollo del ponte Morandi, istituite aree esenti

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Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova sta venendo fuori un’altra polemica, cioè quella relativa al pagamento del pedaggio autostradale che fino a prova contraria è il più alto d’Europa, ma a cui, a detta di molti italiani, non corrisponderebbero neppure adeguati servizi.

La manutenzione delle autostrade, come testimonia la tragedia di Genova, e come ha testimoniato anche il caso avvenuto nelle Marche, dove crollò un cavalcavia provocando la morte di una coppia di coniugi, è lasciata un po’ a desiderare.

Se da una parte si sta sollevando la protesta sul pagamento del pedaggio, dall’altra ci si chiede se con il crollo del ponte Morandi non si siano create forse delle aree esenti dai pedaggi autostradali. Ed effettivamente, a partire da oggi, lunedì 20 agosto, i tratti compresi tra Genova Prà e Genova Aeroporto e tra Bolzaneto e Genova Ovest, saranno esenti dal pedaggio autostradale. La decisione è stata resa nota direttamente dal gruppo Autostrade per l’Italia, e presa sia per spegnere le polemiche, sia per facilitare il defluire del traffico che da quando è venuto giù un pezzo del ponte Morandi è diventato a dir poco caotico.

Farsi “giustizia da soli” non pagando volutamente il pedaggio autostradale, invece, non servirebbe a nulla, perché non solo non risolverebbe il problema, ma perché procurerebbe più problemi che benefici. Una recente sentenza della Corte di Cassazione, infatti, ha affermato che questo tipo di comportamento si inquadra come “insolvenza fraudolenta”, a cui va aggiunta una aggravante nel caso di reiterazione della condotta.

Un uomo che per più volte aveva varcato il casello autostradale senza pagare un solo centesimo, non a caso, è stato condannato. Il fatto è, come ha detto la Cassazione stessa, che chi preleva il biglietto dal casello di entrata sta accettando un contratto che prevede il pagamento del pedaggio. Contratto, a cui non può non attenersi.