Manovra, Tria apre alla riduzione Irpef e al reddito di cittadinanza

giovanni tria

Intervenendo alla Summer School di Confartigianato, il ministro dell’Economia Giovanni Tria si è detto assolutamente favorevole al taglio dell’Irpef già a partire dalla prossima legge di Bilancio, a patto però che sia graduale. “Bisogna provare a partire con un primo accorpamento e una prima riduzione delle aliquote sui redditi familiari, e farlo in modo graduale e nel rispetto dei limiti del Bilancio pubblico”, ha detto Tria.

Intervenire dapprima sull’Irpef significherebbe spianare la strada alla flat tax tanto voluta dalla Lega, anche perché introdurre la tassa piatta dall’oggi al domani, senza alcun tipo di riforma graduale nel mentre, potrebbe generare degli shock economico-finanziari a cui sarebbe poi difficile dare risposta. In ogni caso, la flat tax verrà finanziata anche con le tax expenditures, sebbene lo stesso Tria abbia ammesso come questo tipo di copertura non sia affatto facile da gestire: “Si tratta di un processo estremamente complesso, che richiede tempo. Per questo intervenire nel mentre sull’Irpef potrebbe essere un modo per iniziare a semplificare e a rendere più efficace il sistema”.

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, il ministro si è detto possibilista circa una sua introduzione, nonostante fino a poco tempo prima non vedesse di buon occhio questa misura (dopotutto il suo ruolo di mediatore gli impone di dover accettare anche le proposte del Movimento 5 Stelle). Su questo fronte Tria ha precisato: “Il reddito di cittadinanza va bene se lo si disegna nel modo giusto. Dipende tutto da come viene impostato, perché se viene impostato bene aiuta persino la crescita. Bisogna strutturarlo in maniera tale da non creare disincentivi al lavoro e valutare bene quale sia il suo costo addizionale rispetto all’attuale sistema di welfare”.

Intanto i tecnici di Via XX Settembre sono al lavoro anche sul dossier pensioni, ed in particolare sulla possibilità di sostituire la Legge Fornero con Quota 100.