Manovra, ok dalla Camera: a ore il via libera del Senato

paolo gentiloni
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La Camera ha approvato a larga maggioranza la legge di Bilancio. Con 270 voti favorevoli, 172 contrari e 5 astenuti, la manovra finanziaria può ora tornare al Senato dove dovrà ricevere l’ok definitivo. Tra una cosa e l’altra, vale a dire tra arrivo del testo in Commissione Bilancio, riunione della conferenza dei capigruppo e dichiarazioni di voto varie, Palazzo Madama dovrebbe dare il suo ok entro la tarda mattinata di domani. A quel punto la manovra sarà legge a tutti gli effetti.

“La Camera – ha scritto il premier Gentiloni su Twitter – approva una manovra che dà incentivi per l’assunzione di giovani, che sostiene l’innovazione, che anticipa la pensione ad alcune categorie di lavoratori e che mette risorse sui contratti pubblici. E niente nuove tasse! Grazie a deputate e deputati”. Fiero del percorso intrapreso anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: “Il Parlamento migliora la manovra sul sentiero stretto incentivi, risorse, fatturazione elettronica, stop aumento Iva. Questa legge favorirà una crescita inclusiva”.

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Per quanto riguarda gli stanziamenti, “il disegno di legge di bilancio 2018-2020 – precisa un comunicato di Palazzo Chigi – attesta il saldo netto da finanziare a circa 45.1 miliardi di euro nel 2018, a circa 25.3 miliardi nel 2019 e a 13.3 miliardi nel 2020”.

Tra le altre novità, oltre a quelle enunciate da Gentiloni, vi sono anche bonus bebè, detrazioni per i figli ed equo compenso. Per quanto riguarda il bonus bebè, rispetto al testo iniziale che rendeva strutturale la misura, l’assegno per i nuovi nati varrà soltanto per il 2018. L’importo rimane a 960 euro e non vale più per tre anni, ma solo per uno. Il bonus, infine, spetta solo a quanti non superano 25mila euro di Isee familiare e si raddoppia nel caso in cui l’Isee sia inferiore ai 7mila euro annui.

Sul fronte detrazioni, invece, sale da 2.840 a 4mila euro la soglia di reddito oltre la quale il figlio deve effettuare una dichiarazione dei redditi a sé e non figurare più fiscalmente a carico del genitore. Tale misura però decorrerà non prima di inizio 2019. Relativamente all’equo compenso, infine, viene confermato e rafforzato per tutte le professioni, vale a dire anche per quelle che non sono regolamentate da un Ordine.