Imu e Tasi 2018: chi deve pagare (e come si paga)

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Mancano davvero pochi giorni alla scadenza, prevista per il 18 giugno, per il versamento dell’acconto Imu, Tasi, Tari e Iuc, cioè di tutte quelle imposte e tasse che seppur in modo diverso pesano di fatto sulle proprietà immobiliari. Quest’anno ci saranno due giorni in più per mettersi in regola, in quanto di norma la scadenza ufficiale per il versamento dei suddetti tributi è fissata al 16 giugno.

Per facilitare le operazioni di calcolo delle aliquote, e di determinazione di eventuali esenzioni, il ministero dell’Economia ha diffuso un riepilogo contenente le condizioni previste per ciascuna regione.

Chi deve pagare

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In ogni caso, sono chiamati al pagamento di Imu e Tasi tutti i proprietari di immobili e i titolari di diritti reali su immobili, purché tali immobili siano riconducibili alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 o siano seconde proprietà. Il governo Renzi ha infatti abolito le imposte sulla prima casa (lasciandole sugli immobili che vengono classificati come “di lusso”). Imu e Tasi vanno pagate anche dagli affittuari, a patto però che l’immobile non venga utilizzato come prima casa.

Come si paga

Per quanto riguarda le modalità di pagamento, il contribuente può scegliere se pagare l’acconto o se versare l’intero importo entro il 18 giugno. Si può fare riferimento al bollettino postale, che va compilato dall’utente stesso, o al modello F24 disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Infine, occhio agli sconti: la Legge di Bilancio 2016 ha previsto uno sconto del 50% sulle imposte qualora l’immobile venga dato in comodato gratuito a genitori o figli, mentre l’abbattimento dell’imposta è del 25% nel caso in cui l’immobile sia stato locato a canone concordato (sempre ad inquilini che lo utilizzano come prima abitazione).