Fca pronta ad abbandonare l’Italia, ma nessuno ne parla

sergio marchionne

“Marchionne intende delocalizzare la produzione di Fca e portarla via dall’Italia una volta per tutte. Il progetto di delocalizzazione va avanti imperterrito mentre i partiti che hanno vinto le elezioni non stanno facendo altro che litigare per la spartizione delle poltrone”. Questo l’allarme lanciato dal segretario del Partito Comunista Marco Rizzo, che sulle pagine di Affaritaliani.it affida il proprio sdegno verso la politica di Marchionne.

“Dalle ultime dichiarazioni, e considerando anche quanto ci risulta, a rischio sarebbe soprattutto lo stabilimento di Mirafiori, ma anche quelli del Sud Italia parrebbero in bilico. E’ il solito giochetto stile Embraco, di chi resta in Italia finché ci sono soldi pubblici e dividendi ingrassati dalle prebende di Stato. E’ il gioco di chi privatizza i profitti e poi cerca altre terre in cui trovare nuovi schiavi da spolpare“.

Il riferimento ai “nuovi schiavi” fatto da Rizzo va principalmente all’Est Europa, dove il costo del lavoro è bassissimo e lo stipendio medio di un lavoratore si aggira sui 300/400 euro. E dove, per inciso, non ci sono tanti diritti e tante garanzie che invece esistono nel resto d’Europa. Ecco perché è lì, dove il lavoro costa molto meno che in Italia, che aziende grandi e piccole, unitamente a diverse multinazionali, si sono trasferite o hanno intenzione di trasferirsi.

“Come al solito – ha aggiunto Rizzo – ci si affida allo Stato per socializzare le perdite che naturalmente peseranno sulla collettività. E Marchionne fa affari e investe in America perché può fare come gli pare”. Per quanto riguarda l’endorsement che il numero uno di Fca ha fatto al Movimento 5 Stelle – che fino a prima delle elezioni era stato visto come un pericolo per l’economia – Rizzo non ha potuto fare a meno di commentare: “Marchionne ha già sostituito Renzi e il Pd con i vincitori Di Maio e Salvini”. Questo, in fondo, dice già tutto su “certo opportunismo”.