Fatture a 30 giorni: compagnie aggirano la legge. Il Pd dichiara guerra

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Con un intervento del governo, le compagnie telefoniche sono ora obbligate a tornare alla fatturazione mensile esattamente come accadeva fino a qualche anno fa. La fatturazione a 28 giorni adottata all’unanimità, infatti, fa sì che alla fine dei fatti il cliente si ritrovi a dover pagare una mensilità in più all’anno, e proprio per tentare di frenare questa deriva è stato reso necessario un intervento legislativo.

Peccato però che per la serie “fatta la legge, trovato l’inganno”, anche in questo caso a rimetterci sarà sempre e comunque il consumatore finale. Già, perché gli operatori telefonici si sono ingegnati e per recuperare la 13esima mensilità persa stanno varando una raffica di aumenti. Una scelta, questa, che sta scatenando non poche polemiche e che necessita di un nuovo intervento della politica.

Il Partito Democratico si è già dato da fare con un esposto presentato all’Antitrust e all’AgCom. Attraverso questo esposto, il Pd chiede agli organi di garanzia di verificare se le compagnie abbiano effettivamente aggirato il provvedimento sulla fatturazione mensile aumentando le tariffe di pari importo. E se sì, di intervenire per porre un freno anche a questo maldestro tentativo.

Secondo i parlamentari in quota Pd, Alessia Morani, Simona Malpezzi, Stefano Esposito e Alessia Rotta, le compagnie si sarebbero messe d’accordo per aumentare le tariffe di un 8-10%, recuperando così quegli introiti persi con la fatturazione a 30 giorni. Vodafone, Tim, Wind e 3 Italia, in sostanza, avrebbero fatto cartello.

“Le compagnie – scrivono i parlamentari Pd – stanno inviando agli utenti una comunicazione attraverso cui si punta il dito contro la novità legislativa. Non è vero che il ritorno alle 12 mensilità comporta un aggravio dei costi, anzi, sono le compagnie ad aver variato unilateralmente le tariffe passando alla modalità di pagamento a 4 settimane. Ora le stesse, non sapendo come giustificarsi, attribuiscono alla legge un costo maggiorato che era già esistente: è una doppia bugia”.