Draghi bacchetta l’Italia: “Da governo Conte dichiarazioni dannose”

mario draghi

La Banca centrale europea ha mantenuto il tasso di interesse a quota zero ed ha annunciato che tale rimarrà almeno fino all’estate 2019. L’istituto ha inoltre confermato lo stop al Quantitative Easing, che a questo punto vedrà esaurire il proprio ciclo di vita nel mese di dicembre, quando verrà mandato in porto l’ultimo acquisto di titoli di Stato. Queste decisioni rappresentano per certi versi una boccata d’ossigeno, ma dall’altro lato, specie in riferimento allo stop al QE, potrebbero rappresentare un pericolo per i paesi più fragili.

E proprio di pericolo ha parlato il governatore Mario Draghi, che si è scagliato contro il governo italiano reo di aver fatto dichiarazioni e di aver mosso delle intenzioni che non hanno certo fatto bene ai mercati: “Le parole nel corso dell’ultimo mese sono state cambiate molte volte e ora stiamo aspettando i fatti, e i fatti si vedranno nella legge di Bilancio. Dobbiamo vedere, e poi i risparmiatori e i mercati esprimeranno il loro giudizio”.

Draghi ha spiegato che le parole usate da diversi esponenti del Governo Conte hanno procurato danni che si sono tradotti inevitabilmente in maggiori tassi di interesse per famiglie e imprese. “Tutto ciò non ha portato a grandi ripercussioni su altri Paesi dell’area euro in quanto l’episodio e relative conseguenze è rimasto un caso prevalentemente italiano”. “Detto ciò – ha aggiunto Draghi – dobbiamo essere consapevoli che il premier Conte, il ministro dell’Economia e il ministro degli Esteri hanno rassicurato circa il fatto che l’Italia rispetterà le regole. E noi ci atteniamo a quanto hanno detto”.

A dare manforte a Draghi è stato poi il Commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici, che si è avventurato in un affondo a cui Salvini e Di Maio hanno risposto con durezza (pur essendo le parole di Moscovici non dirette all’Italia in particolare). Moscovici, relativamente all’attuale situazione europea, ha detto: “Non c’è Hilter, ma in questo momento in Europa c’è un clima che assomiglia parecchio agli anni Trenta. Ci sono tanti piccoli Mussolini che restano da verificare”.