Criptovalute, esperti avvisano: prevista correzione del 90%

gp bullhound
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Secondo gli esperti, le criptovalute subiranno una importante correzione del 90%, che come conseguenza immediata porterà a una netta riduzione delle stesse nel mercato. E’ questa la previsione, a dir poco pessimistica, che la banca di investimento GP Bullhound ha pubblicato nel suo ultimo report.

Nel rapporto “Frenesia token: il combustibile della blockchain”, l’istituto ha dedicato particolare attenzione al mondo e-currency, alla tecnologia blockchain e per l’appunto alle criptovalute. Secondo gli esperti che hanno preso parte alla redazione del rapporto, le criptomonete subiranno una correzione del 90% entro un anno. E pare proprio che da questa correzione poche società ne usciranno vive.

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Il documento spiega che gli investitori istituzionali faranno irruzione nel mercato per spingere in alto i prezzi, e che a loro seguiranno anche degli investitori privati. Quanti più investitori (istituzionali o privati che siano) entreranno nel mercato e-currency, tanto più questo stesso mercato diverrà vulnerabile: il rialzo repentino dei prezzi porterà a forti oscillazioni, seguite molto probabilmente da raffiche di vendite che aumenteranno la sensazione di “panico” e che daranno vita così alla famigerata correzione.

C’è da dire però che coloro che riusciranno a sopravvivere da questo periodo nero, alla fine, ne usciranno a dir poco vincenti: i pochi sopravvissuti, infatti, potranno approfittare di dinamiche di crescita “senza precedenti”. In parole povere le criptovalute vivranno una fase nera che più nera non si può, ma alla fine di questa fase la loro crescita sarà esponenziale.

Su queste pagine siamo soliti parlare di Bitcoin, Ethereum, Litecoin, Ripple e di poche altre criptovalute, ma la realtà dei fatti è che di valute digitali ne esistono più di 1.000 allo stato attuale. Le ICO, sempre a detta della banca di investimento, hanno generato più di 4 miliardi di dollari nel solo 2017, a riprova di come, al di là dei fisiologici cali del caso, questo sia un settore tutt’altro che alla deriva.