Creval, il destino è segnato: 170 esuberi e taglio di 50 filiali

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Dopo aver assistito a una continua rincorsa di indiscrezioni, alla fine sembra proprio che per Credito Valtellinese non ci sia altra soluzione che quella prospettata da molti, vale a dire una forte sforbiciata ai costi aziendali. Sforbiciata che consisterà nella chiusura di 50 filiali e nel taglio di circa 170 dipendenti.

I vertici della banca hanno trovato un’intesa con le organizzazioni sindacali, e il percorso che è stato delineato consiste nell’esodo anticipato di almeno 170 dipendenti, ed in particolare di coloro che entro il 31 dicembre 2024 avranno maturato i requisiti per l’accesso alla pensione. Gli esuberi verranno finanziati mediante il Fondo di solidarietà per il settore del credito.

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Questa politica di tagli permetterà a Creval di risparmiare, nel solo 2018, la bellezza di 7,5 milioni di euro sulle spese per il personale. Dal 2019 i risparmi diventeranno di circa 15 milioni di euro l’anno. A concorrere ai risparmi sarà anche la chiusura di 50 filiali sparse per tutta Italia: l’ondata delle chiusure prenderà il via il prossimo 27 maggio e al termine dell’operazione Credito Valtellinese si ritroverà con un totale di 361 filiali.

Sempre per perseguire una politica di ottimizzazione dei costi, Creval darà il via a una serie di misure che permetteranno di ridefinire i trattamenti economici e normativi del personale, e che si ripercuoteranno anche sotto forma di miglioramento della conciliazione lavoro/vita. In questo caso il risparmio prodotto a regime sarà di circa 13 milioni di euro.

E pensare che solo poco più di un mese fa Creval era riuscita a mettere a segno un aumento di capitale da urlo, con adesioni pari a 581,6 milioni e un’operazione sottoscritta all’83,1%.