Conto corrente in rosso? Lo si può chiudere senza oneri

39
chiudere conto corrente

Una società ha diritto di chiudere il conto corrente bancario entro due settimane dalla richiesta di estinzione, e di poterlo fare senza spese a suo carico. La banca, in tutto ciò, non può opporsi alla chiusura solo perché il conto viaggia in rosso. A fare da esempio in questo senso è quanto accaduto a Roccadaspide, vicino Paestum, luogo in cui una cooperativa e una banca si sono affrontate a muso duro.

Il conto della cooperativa era in perdita e questo suo ammanco lievitava ogni giorno di più, schiacciato dalla crescita dei costi e delle commissioni che la banca applica normalmente di mese in mese. A quel punto la cooperativa ha chiesto di poter chiudere il conto corrente per sottrarsi a quella spirale infinita di costi, ma la banca ha fatto resistenza e minacciato la cooperativa di chiuderle il conto solo una volta che il debito contratto dal conto corrente fosse stato saldato.

A quel punto la coop si è rivolta al Giudice di Pace che, con una sentenza destinata a fare storia, ha condannato la banca. Appellandosi all’articolo 1855 del Codice Civile e al 120 bis del Testo Unico Bancario, il Giudice ha stabilito infatti due cose: la prima è che il correntista ha tutto il diritto di chiudere il proprio conto corrente con un preavviso massimo di 15 giorni, e la seconda è che l’estinzione del conto può avvenire senza alcuna penalità e senza alcuna spesa di sorta.

Insomma, qualunque correntista può chiudere il proprio conto corrente – anche se in rosso – tenendo conto del limite massimo di preavviso pari a 15 giorni. E nessuna banca può “impedire o ritardare la chiusura del conto facendo leva sul debito del cliente nei suoi confronti”.