Cardano entra in eToro: arrivano a 11 le criptomonete supportate

cardano

eToro è una piattaforma leader nel trading online, ed è anche per questo motivo che non poteva certo continuare ad ignorare le criptovalute emergenti. Ecco quindi che il broker ha annunciato il lancio sulla propria piattaforma di una nuova criptomoneta: Cardano. In questo modo diventano 11 le criptovalute che è possibile negoziare all’interno dell’ecosistema eToro, in quanto Cardano a parte, gli utenti possono tradare già da un po’ con Bitcoin, Ethereum, Bitcoin Cash, Ripple, Litecoin, Ethereum Classic, Dash, Stellar, NEO ed EOS.

“Stiamo assistendo a una crescita esponenziale delle criptovalute e a un aumento continuo dell’interesse nei lroo confronti”, ha detto Yoni Assia, cofondatore e CEO di eToro, che ha poi tenuto a sottolineare come la società sia costantemente impegnata nel tentativo di “portare i migliori asset crypto sulla piattaforma e dare modo agli utenti di investirci”.

Ma le novità non sono finite qui, in quanto Cardano verrà presto aggiunto al Crypto CopyFund di eToro, una sorta di strumento che con un solo click permette agli investitori di diversificare le criptovalute a loro disposizione riequilibrando gli impieghi in base alla capitalizzazione di mercato.

Inoltre c’è da dire che il token Cardano è il primo al mondo di tipo peer-reviewed. Cosa significa? Che Cardano è una criptovaluta di terza generazione retta da una piattaforma intelligente, capace di risolvere problemi di scala e di porre rimedio anche a tutta una serie di mancanze che invece sono state riscontrate nelle realtà di prima e seconda generazione come Bitcoin ed Ethereum.

L’entrata di Cardano nell’ecosistema eToro è interessante anche perché, a differenza di quanto accade in molte altre realtà, in eToro gli investitori di criptovalute diventano direttamente proprietari degli asset (non hanno a che fare quindi con i sottostanti, ma con le unità di moneta vere e proprie). Tra l’altro il supporto a Cardano giunge in un momento storico particolare, visto e considerato che il comparto e-currency ora come ora non se la sta passando granché bene.