Borsalino, non è detta l’ultima parola: Camperio vuol andare avanti

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Ci si era lasciati qualche ora fa con la convinzione che Borsalino, lo storico cappellificio piemontese, sarebbe stato destinato alla chiusura. La notizia del fallimento, confermata dalla sentenza pronunciata dal magistrato Caterina Santinello, ha messo in allarme l’azienda, i suoi lavoratori e per forza di cose l’intera opinione pubblica italiana che in Borsalino vede (giustamente) un marchio di qualità del made in Italy.

Sembra però che le cose non stiano messe così male, in quanto l’attuale amministratore della società, l’imprenditore Philippe Camperio, ha lasciato presagire un futuro per l’azienda che è di verso rispetto a quello tracciato dalla magistratura. Camperio ha infatti promesso che l’impegno di Haeres Equita a favore di Borsalino continuerà ad andare avanti indipendentemente da quanto accaduto qualche giorno fa, con la pronuncia della sentenza da parte del tribunale di Alessandria.

Camperio, che è amministratore della società e titolare del marchio, ha quindi garantito che la produzione andrà avanti grazie ai fondi stanziati proprio per il rilancio dell’azienda. Negli ultimi due anni, infatti, Borsalino ha intrapreso una strada tutto sommato positiva e riacceso le speranze dei suoi lavoratori.

Borsalino è riuscita bene o male a salvarsi grazie all’arrivo di Philippe Camperio: da quando l’imprenditore italo-svizzero si è insediato nella società e ne ha preso il controllo, ha innanzitutto saldato i debiti in essere con l’Agenzia delle Entrate (si parla di 4 milioni e rotti di euro). Dopo di che ha investito per l’acquisizione del marchio e per il rilancio del business, ed è anche per questo motivo che Camperio non vuole mollare la presa: accettare il fallimento significherebbe mandare a mare i milioni di euro investiti su quello storico e prestigioso marchio.

Non è escluso, quindi, che Camperio non possa fare ricorso contro la sentenza di appello e trascinare il caso Borsalino verso un terzo grado di giudizio.