Assegno di ricollocazione al via: come funziona e chi ne ha diritto

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Se il disoccupato riesce a trovare un posto di lavoro a tempo indeterminato, apprendistato compreso, ha diritto a un assegno che va da mille a 5mila euro. Per chi invece riesce a trovare un lavoro a tempo determinato che lo occuperà per almeno 6 mesi, il bonus scende da 500 a 2.500 euro. E non è tutto, perché nelle regioni meno sviluppate (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia) l’assegno, da 250 a 1.250 euro, è previsto anche nel caso in cui si instauri un rapporto di lavoro di durata compresa tra tre e sei mesi.

Si tratta dell’assegno di ricollocazione, un pezzo importante del Jobs Act di cui si parla ancora molto poco ma che in realtà è estremamente importante per chi perde il posto di lavoro e vuol continuare a formarsi e qualificarsi. Ebbene, dopo un primo periodo di sperimentazione, che non ha certo mancato di sollevare alcune ombre, l’assegno di ricollocazione entra nel vivo.

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A darne annuncio è stato il presidente di Anpal, Maurizio Del Conte: “Partiremo con una prima dotazione di 200 milioni di euro. Se consideriamo che il valore medio dell’assegno è di 3mila euro, la stima è di reinserire tra i 60 e i 70mila disoccupati. Con le regioni abbiamo convenuto che entro marzo verrà implementata la nuova infrastruttura tecnologica, con annessa formazione per tutti gli operatori. Dal 3 aprile il sistema dovrebbe partire a regime”.

Ma esattamente come funziona questo assegno di ricollocazione? In parole povere il disoccupato, per ottenere il contributo, deve dichiarare la sua immediata disponibilità al lavoro al servizio pubblico e aderire al programma. A quel punto il soggetto che si prende carico del lavoratore, come il centro per l’impiego o un qualsiasi ente accreditato ai servizi per il lavoro, riceve questo assegno da parte dello Stato, trattenendolo per sé. Dopo di che, nel caso in cui l’agenzia per il lavoro o il centro per l’impiego dovessero effettivamente riuscire a trovare un lavoro al soggetto richiedente, l’assegno dovrà essere versato al disoccupato.

Per non decadere dal programma, però, l’aspirante lavoratore deve partecipare a tutti gli incontri concordati con l’ente e accettare offerte di lavoro congrue: le regole prevedono che il rifiuto di un’offerta porti inizialmente a una decurtazione dell’assegno e, nel caso in cui si ripeta il rifiuto, alla perdita totale del sostegno.