L’ex moglie di Silvio Berlusconi, Veronica Lario, secondo Italia Oggi avrebbe rimesso i ricavi della sua società sulla giusta rotta.

Veronica Lario
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Ritorna a far parlare di sé Veronica Lario, ex attrice ed ex moglie di Silvio Berlusconi. Secondo quanto riferito dal sito web Italia Oggi, infatti, i suoi business immobiliari sarebbero tornati in attivo dopo alcuni anni di perdita. Si parlerebbe di un utile di 2,2 milioni di euro per la società Il Poggio srl. Presieduta da Paolo Costanzo e interamente di proprietà di Veronica Lario. Il precedente esercizio, riferisce il portale, aveva chiuso in rosso per 7,5 milioni.

Partendo da poco più di un milione portato dagli affitti, si sarebbero poi aggiunti altri 6,5 milioni di ricavi di altra natura. Nel corso del 2020, spiega Italia Oggi, la società ha beneficiato dell’occupazione piena degli uffici di Palazzo Borromini e di una parte del Palazzo Canova, situato a Milano 2. Secondo gli accordi stabiliti con l’Università San Raffaele, che ha affittato dal mese di ottobre gli spazi sfitti, da quest’anno gli affitti verranno corrisposti in forma piena.

Veronica Lario, una boccata d’ossigeno: i nuovi guadagni

Una situazione migliore, quindi, per l’ex moglie di Silvio Berlusconi. Come riferisce lo stesso articolo, Veronica Lario detiene, attraverso la sua società, anche l’americana Orchidea Realty Corp. Si aggiunge poi una quota del 6% della Palace Gate Mansione Ltd. Le stime parlano di “beni immobili in carico per oltre 30 milioni rappresentati dai citati Palazzo Borromini e Palazzo Canova”. Tuttavia, anche la società della Lario sarebbe stata colpita dagli effetti della pandemia, trovandosi costretta a richiedere “la sospensione del pagamento delle rate dei mutui di 23,3 milioni”. I quali sarebbero stati aperti con Banca Popolare di Sondrio e Bcc di Carate Brianza.

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La fine del matrimonio fra l’ex premier Silvio Berlusconi e Veronica Lario, inizialmente, aveva previsto il versamento di un assegno mensile di oltre un milione di euro da parte del Cavaliere a quella che era stata sua moglie per oltre vent’anni. La sentenza era stata poi modificata dalla Cassazione, la quale finì per applicare il principio utilizzato nel caso Grilli-Lowenstein, ovvero senza considerare il tenore di vita come parametro. Per quanto riguarda l’Italia, a ogni modo, si è trattato del divorzio più costoso di sempre.