Ci possono chiudere il conto corrente: mancata osservanza regole anti riciclaggio

La banca può bloccare il conto corrente anche quando vengono a mancare le osservanze della normativa anti-riciclaggio. Dal 2014 i titolari di un conto corrente sono obbligati durante la sottoscrizione, a compilare il questionario MiFID che prevede una serie di domande riguardanti la conoscenza degli strumenti finanziari, con rischi annessi in materia di investimenti.

La banca può bloccare il conto anche quando sono figure terze a richiederlo. Se il cliente ha debiti con privati e con il fisco e non li onora, scatta la punizione. In questi casi delicati, la banca procede al blocco del conto corrente eseguendo di fatto un’ordinanza dell’Autorità giudiziaria che avvia il pignoramento. Sempre però previo avvertimento e almeno 10 giorni di tempo per risolvere la situazione debitoria.

Debiti con il Fisco

Avere debiti con il Fisco è il modo più veloce per vedere il proprio conto bloccato. Non c’è più l’ordinanza dell’Autorità giudiziaria, ma un pignoramento diretto poiché la cartella esattoriale è già un atto esecutivo. Si hanno 60 giorni di tempo per corrispondere al Fisco quanto dovuto ed evitare quindi il blocco del conto.

Un’ultima ragione per la quale la banca può sospendere l’operatività sul conto corrente è legata al decesso del titolare dello stesso. In questi casi, in realtà, il conto è soltanto congelato in attesa della successione.

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Se il conto corrente è cointestato, il decesso di uno dei due titolari fa scattare il blocco del 50% della liquidità disponibile, ma piena libertà sul restante 50%.