Antichi denarii o sesterzi: le antiche monete di Roma, circolanti fra collezionisti, possono valere decisamente molto. Quella più preziosa ha stabilito un record.

Se mai dovesse capitare di trovarsi fra le mani una moneta antica, magari trovata sotto terra in un bosco, sarebbe bene affidarsi a un bravo numismatico. Può succedere, infatti, che senza volerlo ci si trovi a maneggiare pezzi di inestimabile valore e, quindi, potenzialmente una fortuna. Molto spesso, infatti, le vestigia del passato rappresentano qualcosa difficilmente quantificabile in un valore economico. Alcuni beni, tuttavia, possono essere valutati sulla base di alcune prerogative e, nel caso delle monete romane, il risultato può essere sorprendente.

Trattandosi di un periodo storico estremamente vasto, anche la classificazione delle monete e di altri reperti storici assume diverso valore. Tuttavia, per restare al conio, è fuor di dubbio che alcuni esemplari di moneta risalente all’antica Roma valgano letteralmente una fortuna. Il tutto, naturalmente, su un piano prettamente teorico: trattandosi di reperti storici, è bene che vengano messi a disposizione dell’umanità piuttosto che venduti per scopi personali.

Detto questo, per restare al collezionismo, come accennato gli importi possono essere estremamente diversi. Se si pensa al periodo di Augusto, primo imperatore di Roma (27 a.C. – 14 d.C.), alcune monete conservate in ottimo stato (categorizzate quindi come “bellissimo”) arrivano anche a 150 euro. In effetti, tutto dipende dallo stato di conservazione. Qualora si incappi in un cosiddetto “fior di conio”, ovvero una moneta di fatto mai circolata, il prezzo toccherebbe i massimi livelli.

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Monete imperiali, cifre storiche: gli antichi denarii di Roma valgono molto anche oggi

Altro esempio, alcuni pezzi risalenti al periodo dell’imperatore Caligola, sempre in stato bellissimo, possono valere anche 40 euro. Stesso stato di conservazione ma periodo differente: 60 euro per alcune monete dell’età dell’imperatore Traiano (98-117 d.C.). Altra variabile da tenere in considerazione è anche il loro valore del tempo: i casi citati sono riferiti al denario, una moneta d’argento corrispondente a 10 assi (le monetine di bronzo) e terze in scala di valore.

Probabilmente si tratta delle monete più in uso all’epoca dell’Impero, anche più dei comunemente noti sesterzi. Inutile dire che il valore di un aureo (d’oro, come si evince dal nome, e moneta maggiore, valendo 25 denarii) toccherebbe cifre da capogiro. Un medaglione aureo raffigurante l’imperatore Massenzio, nel 2011 fu piazzato a 1.407.550 dollari. Praticamente un milione di euro.