prestiti pegno

Prestiti su Pegno: come funziona il finanziamento a garanzia

by / maggio 16, 2017

conto widiba

Chiunque necessiti di liquidità immediata, ci sono alcuni enti creditori che garantiscono all’utente una determinata somma di denaro in rapporto al bene di valore posto a garanzia del prestito.

E’ bene precisare che non tutte le banche possono fare questo, perché ci vuole un’abilitazione in merito. Ma come funziona in realtà? Quali sono le effettive condizioni per avere prestiti su pegno? Scopriamolo immediatamente con questa utile guida.

Per ottenere un prestito su pegno occorre essere maggiorenni e bisogna portare con sé un documento di riconoscimento e il valore che si intende impegnare. Il bene sarà valutato da un perito preposto dalla banca stessa e la valutazione sarà di circa 1/3 del valore di mercato del bene. I beni che possono essere presentati possono essere di vario genere, purché di valore: oro, gioielli con diamanti, argento, ma anche beni di antiquariato, porcellane, ceramiche, quadri, sculture.

Quali vantaggi dai prestiti su pegno?

  • trasparenza e garanzia: chi è alla ricerca di liquidità immediata e ha bisogno di un prestito, facile, veloce e sicuro allora questa soluzione può fare la caso proprio

    hellobank
  • non viene effettuata nessuna indagine patrimoniale: il bene è posto a garanzia del finanziamento. Basta essere maggiorenni e portare con sé un documento di riconoscimento valido per ottenere subito la somma di denaro in base al valore stimato del prodotto

  • professionalità e valutazione: il pegno è valutato solo ed esclusivamente da periti specializzati in materia

  • custodia sicura del bene: fino alla scadenza della polizza, il bene rimarrà custodito segretamente nel caveau della banca

E se allo scadere della polizza il bene non viene riscattato?

Se il bene non viene riscattato, il debitore può a qual punto prolungare il finanziamento, ma è chiaro che ci sarà un tasso di interesse maggiorato, oltre alle spese previste per la clausola di rinnovo.

Se si decide di non rinnovare il bene entro 30 giorni la banca lo venderà all’asta pubblica, disimpegnando così il debitore.