Portabilità del conto corrente: arrivano tempi certi e gratuità del servizio

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La portabilità del conto corrente deve essere garantita in tempi quanto più brevi, cioè entro 12 giorni lavorativi dalla presentazione della richiesta. E deve essere assicurata in modo assolutamente gratuito.

Dal 13 giugno 2017 sono entrate in vigore le nuove regole (confluite nel Testo Unico Bancario) che disciplinano il trasferimento dei servizi di pagamento, vale a dire la cosiddetta portabilità del conto corrente. Il 22 giugno scorso la Banca d’Italia ha così scritto a banche, istituti di pagamento e Poste Italiane invitando a “garantire ai consumatori il diritto alla portabilità” e a “mettere a loro disposizione informazioni quanto più chiare e semplici”.

Le banche che non garantiranno la portabilità del conto corrente nel tempo limite stabilito dal TUB e che non lo faranno a costo zero, saranno costrette a pagare un indennizzo al consumatore. Perché da questo concetto non se ne esce: la portabilità del conto corrente è un diritto vero e proprio che ogni consumatore deve vedersi riconosciuto.

Le norme entrate in vigore lo scorso giugno, spiega Bankitalia, “vogliono disciplinare il diritto del consumatore ad ottenere entro termini predefiniti (12 giorni lavorativi) il trasferimento dei servizi di pagamento da un conto ad un altro. Per il servizio di trasferimento non possono essere addebitate spese a carico del consumatore”.

“Il diritto al trasferimento, la certezza dei tempi e l’assenza di spese per il servizio – aggiunge Bankitalia – rappresentano il complemento normativo necessario per assicurare la comparabilità tra le diverse offerte presenti sul mercato. Tali norme garantiscono effettività al diritto del consumatore di scegliere a quale a banca affidarsi, e favoriscono la competizione sul mercato, necessaria per poter offrire prodotti più convenienti per il cliente finale”.

Per quanto riguarda l’indennizzo da riconoscere al cliente che non si è visto effettuare la portabilità nei termini previsti, le regole stabiliscono che le banche dovranno pagare 40 euro per la loro inadempienza. Una cifra, questa, “maggiorata per ciascun giorno di ritardo di un ulteriore importo commisurato alla disponibilità esistente sul conto di pagamento”.

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